Intervista al dottor Stefano Bolognini, IL RESTO DEL CARLINO, 15 febbraio 2014

INTRODUZIONE : in una breve intervista Bolognini anticipa l’evento dell’8 marzo a Bologna  sul  femminicidio, prospettando il punto di vista psicoanalitico sull’argomento (Luisa Masina)   

Il Resto Del carlino – 15 febbraio 2014

Nicoletta Barberini Mengoli

La violenza sulle donne è una realtà che ormai quotidianamente ci tocca da vicino. Nonostante il problema del femminicidio stia raggiungendo una consapevolezza sociale e la legislazione faccia passi avanti, resta la certezza che bisogna fare ancora molta strada. Il Centro Psicanalitico di Bologna, in collaborazione con Salaborsa, ha organizzato “Il lettino e la Piazza”, un ciclo di tre conferenze curate dalla presidente del Centro, la psicanalista Irene Ruggiero. Con teologi, filosofi, scrittori e psicanalisti si affronteranno i temi sulle relazioni tra il femminile ed il maschile, e la radice della violenza sulle donne. Gli incontri, aperti al pubblico nell’Auditorium Enzo Biagi della Salaborsa, vedranno, tra i relatori, la presenza di Stefano Bolognini, bolognese, psichiatra e psicanalista, il primo italiano eletto presidente della International Psychonalytical Association, fondata a Norimberga da Sigmund Freud nel 1910.

Dottor Bolognini, nel suo incontro parlerà della violenza maschile nei riguardi della donna; come la spiega in una società che sembra sessualmente libera?

«Si può vedere il problema da diversi punti: da un lato la maggiore libertà sessuale agevola molti uomini, ma dall’altro rende le donne più indipendenti; non sono più chiuse in cassaforte, ma anzi sono a loro volta desideranti. Ciò terrorizza gli uomini, che le vorrebbero in maniera esclusiva».

Un comportamento un po’ infantile…

«Certamente, crescendo e maturando l’uomo rinuncerà a questa pretesa, ma mai del tutto. La coscienza morale e i divieti oggi sono più sbiaditi, l’uomo è meno timorato e non accetta i limiti, i freni; ciò, nell’ambito sessuale, ha peggiorato le cose. Nella conferenza parlerò anche del fatto che i mutati rapporti tra uomo e donna, con quest’ultima più libera ed indipendente, fanno infuriare il partner che sente minacciato il suo mondo narcisistico».

Parlando di violenza sulle donne parliamo di…

«Aggressività. Voglio sottolineare che tutto parte dall’aggressività per arrivare alla violenza sessuale; parte dal desiderio di sfogare così la propria rabbia, il furore contro la donna. Alla base c’è sempre una problematica infantile legata al rapporto con la mamma».

Un identikit di questo maschio prevaricatore?

«Impossibile. Magari certi atteggiamenti eclatanti possono far presagire il violentatore, ma spesso ci sono delle condotte più subdole che sfociano in situazioni pericolose ed inattese».

Quale aiuto può dare la psicanalisi?

«Può aiutare solo l’uomo la cui violenza dipende da momenti di grave crisi, ma nei casi nei quali il soggetto è perversamente compiaciuto del proprio operato, sarà difficile che lui chieda aiuto o che si possa proporglielo».