Le ragioni per salvare il grande cocomero

 
Tagli a Neuropsichiatria di via dei Sabelli a Roma. La notizia allarmante per una struttura che ha svolto una funzione storica sin dalla iniziale direzione di Giovanni Bollea; un luogo istituzionale di dialogo e confronto per noi psicoanalisti con discipline contigue; uno studio attento di Freud, Klein, Bion , e altri, della psicoanalisi inglese ed americana, con un rigore sempre presente;la promozione di incontri interdisciplinari con il mondo scientifico nazionale ed internazionale pur non dimenticando la necessaria funzione sociale di dare risposte ad un bacino di utenza che si è esteso su tutta l’Italia 


Le ragioni per salvare il «Grande cocomero»


Quattro ragioni per dire no ai tagli

 

È di questi giorni la notizia di un possibile ridimensionamento dei posti letti dell’ Istituto di Neuropsichiatria Infantile dell’ Università La Sapienza. È una notizia allarmante per molte ragioni che cercherò ora di spiegare. In primo luogo l’ Istituto, che si trova nel quartiere di San Lorenzo – in via dei Sabelli dove fu girato il film «Il Grande cocomero» – è l’ erede di una grande tradizione psicologica, psichiatrica e pedagogica che risale a figure ormai storiche come Maria Montessori, Sante De Sanctis e Giuseppe Montesano, che negli ultimi anni dell’ 800 e nei primi del ‘ 900 costruirono un approccio scientifico innovativo ai problemi dell’ infanzia, soprattutto per quella in difficoltà. Concetti come quello di irrecuperabilità e di frenastenia furono superati da un approccio che cercava di riconoscere non solo le vulnerabilità, ma anche le potenzialità dei bambini con deficit intellettivo e motorio in modo da potenziarle e svilupparle con metodi riabilitativi specifici. Negli anni ‘ 60 Giovanni Bollea, il fondatore della Neuropsichiatria Infantile in Italia, creò l’ Istituto all’ avanguardia non solo in Italia ma anche a livello internazionale, aggiornando l’ approccio scientifico in questo campo. In secondo luogo l’ Istituto, come sanno le moltissime famiglie che sono giunte da ogni parte del paese, ha svolto un ruolo decisivo sul piano diagnostico, evidenziando i deficit delle strategie cognitive dei bambini, i disturbi della relazione e della regolazione affettiva e le alterazioni cerebrali che possono ostacolare lo sviluppo. Dopo l’ approfondimento diagnostico viene costruito un piano terapeutico non solo rivolto al bambino ma anche alla famiglia che ha un ruolo centrale nel processo di recupero. Dopo un periodo di permanenza in Istituto i bambini potranno essere seguiti dalle equipe territoriali che in collaborazione con l’ Istituto potranno sostenere l’ inserimento dei bambini in difficoltà nelle scuole. Non dimentichiamo che a fine anni ‘ 70 si sviluppò all’ interno dell’ Istituto il movimento scientifico che ha portato al superamento delle scuole speciali e degli istituti di ricovero per i bambini handicappati per evitare l’ emarginazione dal contesto sociale e favorire l’ ingresso nella comunità dei coetanei, essenziale per ogni processo di recupero. In terzo luogo l’ Istituto accoglie nel Reparto residenziale adolescenti con gravi disturbi psichici, che rischierebbero di essere ricoverati nei Reparti Psichiatrici per adulti. Gli adolescenti hanno bisogni particolari che devono riconosciuti e salvaguardati, in modo da mantenere anche durante il ricovero uno stretto rapporto con la famiglia e continuare a svolgere le attività scolastiche per evitare di rimanere tagliati fuori dal proprio contesto. C’ è infine un’ ultima ragione non meno importante. In un contesto qualificato si può sviluppare la ricerca sulle cause dei disturbi psichici nell’ infanzia e nell’ adolescenza e si possono mettere a fuoco tecniche di intervento e di riabilitazione più adeguate ed efficaci. Non dimentichiamo che gli investimenti nel campo dell’ infanzia e dell’ adolescenza hanno una forte ricaduta non solo in termini umani ma anche economici, come ha messo in luce il Premio Nobel per l’ Economia James Heckman.
Massimo Ammaniti * Psicoanalista e docente di Psicopatologia dell’ età evolutiva
 
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Ammaniti Massimo