“Più leggere dell’ aria – Cento anni di volo femminile italiano”, IL MATTINO, 31 marzo 2015

ll Mattino’, 31 marzo 2015
Gian Paolo Porreca

INTRODUZIONE: Il libro: “Più leggere dell’ aria – Cento anni di volo femminile italiano”, di Rosellina Piano, una delle autrici è Gemma Zontini, psicoanalista della Società psicoanalitica italiana e P.P.L. (leggere per saperne), è un inno alle donne, alla bella storia del volo al femminile sin dal 1913, sempre più in alto e senza mai planare. (Silvia Vessella)

Arriva a noi, con la levità di una colomba pasquale, ‘Più leggere dell’ aria – Cento anni di volo femminile italiano’, di Rosellina Piano,con la collaborazione di Daniele Lanza (Umberto Soletti editore, euro 28.00).
Arriva, a consolare (relativamente) un cielo appena sfregiato per mano umana dall’ atroce schianto dell’ airbus tedesco sulle Alpi, in una seducente carrellata di volti e nomi – donne giovani ragazze – che dal 1913 in qua hanno colorato di una traccia rosa la nostra volta celeste.
A che serve volare, senza chiederlo più a Roberto Carlos, ce lo raccontano cominciando da Ester Mietta e Rosina Ferrario, le due prime temerarie pioniere, molto dannunziane, del 1913, tante protagoniste di questa avvincente storia, al volante di cento anni di decolli e sogni. Vissuta fra Aviazione civile, Aereonautica militare ed ancora passione privata…
Più leggere dell’ aria, e non solo e non più sugli aerostati di Jules Verne che fecero bella mostra pure nella nostra Capodichino (allora Campo di Marte), con l’ ascensione filo – napoleonica di Sophie Blanchard, nel 1812, queste donne dai boleri accattivanti nei dagherrotipi….Con una epigrafe futurista, ‘le donne e l’ aria sono sorelle’, firmata dall’ enfatico, ed imperdibile firma anni ’30, Nino Salvaneschi.
Arriva a noi, in una antologia di storie personali, più semplici, decennio dopo decennio, sport-women dall’ estrazione aristocratica, in genere.
Dettate a Milano, a Forlì, a Rimini, ad Asiago, da rimirare una splendida Clara Guerrini Zanardini, altro che Alida Valli: scritte in tutta Italia, fino ai giorni nostri, con le sfaccettature ultime del volo estremo, dal paracadutismo al parapendio, senza ancora l’ orbita spaziale di Samantha Cristoforetti.
Con due campane appena, Anna Accetto, di Benevento. E Gemma Zontini, unica testimone napoletana di questa avventura. E la cui narrazione acquista, proprio in relazione all’ attualità drammatica che ci ferisce, una valenza speciale.
Unico Pilot Private Licensed napoletana – ‘PPL’, secondo l’ acronimo -, la Zontini è difatti nel suo quotidiano un medico psichiatra, primario della Psichiatria del ‘Monaldi’, al di là di una non labile traccia sportiva, appassionata degli sport equestri e figlia di Athos Zontini, medico sociale di un Napoli calcio del passato, quello anni ’60 di Vinicio e Franchini.
‘Pensa, che all’ Aero Club di Napoli mi sono iscritta all’ indomani dell’ attentato alle Torri Gemelle, 11 settembre 2001, mica sarà un caso, o forse è stata una chiamata da Annunciazione, con la guida preziosa di Nicola Trifoni, un amico di famiglia…’. Un medico che scruta la mente delle persone per tutte le ore del giorno, senza averne però mai la psiche al lazo, e che pure si è ritagliato lo spazio del volo. Come fuga, come avventura, come che cosa ? ‘Diciamo che navigare il cielo, non è stato per me nè un voler andare al massimo, nè un volare troppo lontano. Certo, desideravo una novità nella mia vita, allora,
ed a me che amavo i territori di nessuno, nulla mi sembrava più affascinante di un aereo solitario nel cielo..’. E traversare di rotta certa un cielo, lei che divide il tempo con le anime naufraghe.
C’ è una sfumatura, forse di Blixen e della ‘sua’ Africa, nella storia, ma di sicuro il volo non è stato per la Zontini la ricerca romantica di un Eldorado.
Nè di un riscatto. E’ stato, questo sì – in lei napoletana, come nelle altre attrici di questa raccolta -, la scelta di una idealità con lo sguardo rivolto all’ insù. Per destino.
Una vocazione ascensionale, intima, per scelta, ad ogni decollo, pure senza meta: come per un Private Pilot Licensed, altro che frecce tricolori.
Perchè qualsiasi volo, diritti di autore a qualcuno, non sia mai un volo a planare.

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