Riflessioni sulla Rassegna Stampa gennaio-giugno 2011

A cura di Daniela Scotto di Fasano

Le seguenti sintetiche riflessioni vertono oggi su una realtà del sito SPI molto più ricca.
Infatti, ci sono lo Spazio Cinema-Eventi, aperto ai contributi critici dei soci, lo Spazio Interviste, audio e non, la Rassegna Stampa e l’area Curiosità a margine.
Si respira un’aria di grande partecipazione, caratterizzata prevalentemente da un’atmosfera di fidu-cia nello strumento psicoanalitico, quello italiano in particolare, forse anche in funzione della strepi-tosa vittoria riportata da due colleghi della SPI, Stefano Bolognini e Anna Nicolò, in ambito inter-nazionale. Stefano Bolognini infatti è stato eletto Presidente dell’I.P.A. e Anna Nicolò è entrata a far parte del Board dell’Ipa, entrambi con un più che ragguardevole numero di voti.

Procedendo con ordine, troviamo un comune denominatore negli spazi indicati: dal minimo dello sfottò al massimo dell’attacco aperto, a parere di alcuni (tanto per cambiare) la psicoanalisi non va più di moda.

Nell’area del Sito Spi Cinema-Eventi, tale ruolo è giocato da Nanni Moretti, che con Habemus pa-pam, sembra voler accusare non solo gli psicoanalisti ma tutti, proprio tutti, di non essere più altro che la caricatura di se stessi: dal papa, che sfugge al proprio ruolo, agli psicoanalisti, grandi narcisi se va male, o in balìa delle proprie ‘ideologie’ (il deficit di accudimento), se va un po’ meno male…
In merito, ampio e interessante il dibattito curato dai colleghi D’Arezzo, Falci e Riefolo.
Intriganti anche i contributi dai giornali, come si può vedere sia in Curiosità a margine che in Ras-segna Stampa 2011, rispettivamente a cura di Falci e Battistini.

Nell’ambito di discussioni controverse tra atei convinti e credenti altrettanto convinti, in Rassegna stampa 2011 è evocato il grande successo ottenuto a New York da Freud’s last session, pièce tea-trale di Mark St. Germain in cui si assiste a una battaglia delle menti fra il più che ateo Sigmund Freud a tre settimane dalla morte e il convertito C.S.Lewis, di cui la collega Valdrè ha fatto una bel-la recensione nel nostro sito.

Sia in Rassegna stampa 2011 che in Curiosità a margine, poi, torna a esprimersi l’ostilità alla psi-coanalisi per mano della filosofia.
Ma, come ben si vede dalla citazione del suo articolo (in Rassegna stampa 2011), non a caso Fabio Gambaro, dalle pagine de La Repubblica (8 aprile) cita Bernard-Henri Lévy per definire il filosofo francese Onfray "puerile, banale e pedante".
E, ancora non a caso, Marco Filoni ricorda che c’è infatti chi pensa che Freud sia un "classico da prendere sul serio", come fa il filosofo italiano Francesco Saverio Trincia, che ha scritto "un libro autorevole sulla maniera in cui i filosofi più vari hanno dialogato con il pensiero di Freud." (La Re-pubblica, 29 gennaio). E con reciproco profitto!

Quanto la psicoanalisi goda di buona salute è testimoniato dal collega Ammaniti e dal suo articolo (La Repubblica, 11 gennaio) Se l’inconscio si mette in mostra, dedicato alla mostra organizzata a Londra al Museo della Scienza Psicoanalisi: l’inconscio nella vita quotidiana.
Ma c’è di più; si veda, in Curiosità a margine, il buon esempio che ne offre la giornalista A.F. in Flair di febbraio (a pagina 62), che segnala che Sigmund Freud in Gran Bretagna, grazie "all’editore cult The Redstone, debutta in veste pop e propone un irresistibile viaggio nell’inconscio che ricorda molto un videoclip con Inkblot Test e Psychogames: quiz, test e indovinelli per sondare il proprio inconscio con disinvoltura, magari in compagnia, come in un gioco di società".
Forse perché, a più di un secolo dalla sua nascita, questo tipo di test, quiz e indovinelli testimoniano di quanto abbiamo profondamente bisogno di conoscerci ma da soli: è ancora troppo inquietante pensarsi non padroni in casa propria, stranieri a noi stessi?

Sulla stessa lunghezza d’onda il bel dossier Chi ha paura di Freud? apparso sull’ultimo numero della rivista Diogene. Filosofare oggi (n.23, anno 6, giugno-agosto 2011, pp 67-82, in Rassegna Stampa 2011) nello spazio dedicato in ogni numero a un illustre pensatore; tra gli altri, Kant, Sartre, Gramsci, Wittgenstein, Foucault, Barthes.
Il titolo del dossier, curato dal direttore di Diogene Cesare Del Frate, indica quanto, ancora oggi, "Quella di Freud è senza dubbio una teoria perturbante: ancora oggi la sua esplorazione della so-stanziale estraneità dell’uomo a se stesso lascia una traccia d’inquietudine nei lettori, e sicuramente ha lasciato una traccia indelebile nella cultura e nel modo in cui noi moderni rappresentiamo la psi-che. Freud a questo proposito dice esplicitamente che il perturbante (noi aggiungeremmo: la psicoa-nalisi) frantuma l’illusione del libero arbitrio: ‘Vi sono anche i futuri non adempiuti, ma possibili, cui ci piace ancora attaccarci nella nostra fantasia, tutti gli sforzi dell’Io che circostanze esteriori avverse hanno reso vani, tutte le azioni volitive soppresse che alimentano in noi l’illusione del libero arbitrio’. " Non a caso, come sottolinea Peter Gay, "La fierezza e l’ostinazione dei suoi detrattori sono un involontario tributo alla potenza delle sue idee." Insomma la psicoanalisi, che teorizza il perturbante come emersione del rimosso,è essa stessa una scienza perturbante, fonte di inquietudine, demolitrice delle certezze moderne sulla ragione e l’identità.

Forse si, come ben si vede, in Rassegna Stampa 2011, nell’articolo di Dino Messina Giù dal lettino. La "società dei narcisi" teme l’analisi classica (Il Corriere della sera, 13 Febbraio), ampiamente basato sul contributo di colleghi che si sono occupati con serietà . ma sanno rispondere con garbata souplesse e un po’ di sensata ironia – di questioni riguardanti l’inconscio: Resele, Ferro, Bolognini.

Luciana Sica (20 maggio) e Gabriele Isman (21 maggio), dalle pagine de La Repubblica, danno conto del formidabile confronto avvenuto nella sede romana della SPI tra Stefano Bolognini e Eu-genio Scalfari il 20 maggio, quando Scalfari ha riconosciuto "quanta adrenalina gli ha dato la sen-sazione di farsi psicoanalizzare".
L’incontro tra il presidente della SPI e il fondatore de La Repubblica è avvenuto dopo la proiezione di un bel filmato (della collega Maria Grazia Vassallo Torrigiani) sull’amore di Sigmund Freud per l’Italia e per Roma: vi tornò sette volte.

Forse anche per questo, sempre il 20 maggio, in via Lisbona, poco distante dalla sede romana della SPI, è stato inaugurato un parco intitolato al padre della psicoanalisi.
Del Giardino di Freud danno notizia gli articoli – riportati nello spazio "Un giardino per Freud" – di Lilli Garrone (Il Corriere della Sera), Valeria Trigo (L’Unità), Alessandra Rota (La Repubblica) e Beppe Sebaste (La Repubblica).
Che psicoanalisi e arte si incontrino in modi felici è testimoniato anche, in Curiosità a margine, dal riferimento alla mostra Orizzonti di colore della collega della Società Tedesca di Psicoanalisi Lore Schacht.

Giardini e feste; in Rassegna Stampa 2011, è ancora Bolognini che, dalle pagine de L’Unità (3 maggio), in relazione all’ordinanza che ha consentito l’apertura dei negozi del centro storico il primo maggio, ha originato riflette sul tema del Tempo con il filosofo Salvatore Natoli e il sociologo Lu-ciano Gallino in un paginone "NERO SU BIANCO" che reca in alto un richiamo al Sito della So-cietà Psicoanalitica Italiana SPIWEB.
Bolognini sottolinea l’importanza del tempo senza tempo, che collega alle Feste sacrosante per ri-sanare la nostra vita.
Ancora Bolognini (sul quale è in preparazione un dossier, a cura di Silvia Vessella, contenente la serie di articoli che riguardano la sua elezione a Presidente IPA), intervistato con l’usuale intelli-genza da Luciana Sica (La Repubblica, 30 giugno 2011), traccia un’interessante panoramica dello stato dell’arte nel mondo, che mostra come, in effetti, a tutt’oggi la psicoanalisi "è il più serio stru-mento di conoscenza e di cura del mondo interno degli esseri umani che mai sia stato messo a punto. Con una sottolineatura: la psicoanalisi ha una complessità concettuale e tecnica molto maggiore di quella di una volta". E, di fatto, nell’intervista risalta come la Psicoanalisi si vada diffondendo in molti Paesi "nuovi" (Turchia, Libano, tutto l’Est europeo, in Asia la Corea e in America Latina il Paraguay. Oggi, oltre alla Cina, ci sono il Mozambico, l’Iran dove le classi colte sono affamate di psicoanalisi, l’Egitto e il Marocco, il Sudafrica e Cuba). Come già aveva mostrato il numero di Psi-che Geografie della Psicoanalisi (1/2008), presentato a Pechino lo scorso ottobre in occasione della prima conferenza asiatica dell’IPA.
In Curiosità a margine, proprio a proposito della quasi (attualmente) perduta capacità di darsi tem-po, l’informazione pubblicitaria intitolata "Psicoanalisi del relax. Il piacere, inconscio, del Renon.", apparsa sulla rivista di viaggi Dove (anno 21, n.6, giugno 2011, p.153), che inizia così: "Sull’altopiano del Renon, nei pressi di Bolzano, si ricordano ancora di Sigmund Freud, che qui ve-niva a cercare ispirazione e bellezza."
Un’informazione pubblicitaria decisamente insolita, dal momento che suona decisamente che oggi, per reclamizzare una vacanza e un luogo in cui trascorrerla, si faccia appello fin dal titolo alla psi-coanalisi, all’inconscio, a Freud….

Non mancano spunti dolorosi: la morte di Bollea, ricordato da Ammaniti (Sezione Cultura, La Re-pubblica, 7 febbraio, e Velardi, Il Messaggero, 7 febbraio); il dibattito intorno al film L’Uomo Gallo di D’Ambrosio, sia in Rassegna Stampa 2011 che in Curiosità a margine; il tema delle terapie in-tegrate, affrontato dalle pagine de La Repubblica da Luciana Sica (19 aprile) assieme, tra gli altri, al collega della SPI Lucio Russo.

Infine, last but not least, le Interviste, video e non, che spaziano dall’economia al lavoro, dalla filo-sofia al teatro, dal cinema alla giustizia, a dimostrazione dello stato di salute vivo e vigile della psi-coanalisi italiana: a Moni Ovadia, Giulio Giorello, Dario Fo, Vittorio Sermonti, Carlo Sini, Bernardo Bertolucci, Sergio Lari, Piero Bassetti, Susanna Camusso, Sergio Cofferati.
Insomma, molte ferventi attività, su più fronti,di cui i media non smettono di occuparsi: e noi di lo-ro!