Cultura e Società

Storia e statuto del corpo, tra mutamenti e rischi D. D’Alessandro. Huffpost, 2/11/2023

2/11/23
Lo statuto del corpo nella teoria e nella clinica psicoanalitica. A cura di A. Falci

Parole chiave: Corpo, Psicoanalisi, Corpo erogeno, Dioniso

Storia e statuto del corpo, tra mutamenti e rischi

Eccellente dibattito di alcuni psicoanalisti della Spi al “IX Colloquio di Palermo”. Una riflessione profonda anche sulla “quarta forma di esistenza”, sui cambiamenti delle proporzioni antropologiche. Che cosa accadrà quando il piacere si emanciperà dalla genitalità/riproduzione e dal cosiddetto orientamento sessuale? Qual è il ruolo della psicoanalisi?

di Davide D’Alessandro

Soltanto la psicoanalisi riesce a pensare il corpo e a lavorare con il corpo, essendo esso inestricabilmente legato alla psiche. È quanto emerso dal IX Colloquio di Palermo, promosso dal Centro Psicoanalisi del capoluogo siciliano e tenutosi presso la Pinacoteca Villa Zito il 28 e 29 ottobre. Davanti a una platea gremita di iscritti, tante sono state le relazioni di rilievo, a cominciare da quella introduttiva firmata da Sara Capillo, dal titolo “Amo, ergo sum”.

Pur avendo ascoltato con attenzione i pregevoli interventi di Amedeo Falci, Cristiana Balzano, Claudia Bruno, Stefano Calamandrei, Diletta La Torre e Gemma Zontini (peccato per l’assenza di Antonello Correale), ritengo di rileggere, nella parte finale e cruciale, soprattutto quelli di Paola Camassa e Malde Vigneri.

La prima ricorda che “l’esperienza di appagamento reale condiviso, è una teoria che nasce dalla funzione del seno in quanto erede delle funzioni della placenta, della lunga gestazione, dell’allattamento” e si chiede, preoccupata: “Quando questo fondamento biologico verrà a mancare?”. Risponde con estrema chiarezza: “Da tempo è possibile: esternalizzare l’accoppiamento dei gameti, esternalizzare l’allattamento (biberon), esternalizzare gli ultimi mesi di gestazione (incubatrice), in futuro sarà possibile esternalizzare anche la placenta. E chi sa con quali ingegnosi artifici si potrà simulare il battito cardiaco, il volto della madre, il suono della sua voce. Non essendo più l’accoppiamento di un maschio e una femmina necessario alla riproduzione, potendo prelevare, selezionare, e conservare i gameti dalla pubertà, non essendo più il parto, la gestazione e la funzione nutritiva assegnati alla femmina, la rimozione organica di queste funzioni e organi modificherà il corpo, tanto quello maschile quanto e direi ancor più quello femminile (un corpo senza seno, senza utero, senza placenta). La riproduzione, definitivamente esternalizzata, non richiederà un corpo sessuato. Il piacere si emanciperà sia dalla genitalità/riproduzione che dal cosiddetto orientamento sessuale. La scena primaria, la seduzione, la castrazione, le nostre Urfantasien, tracce cruente dell’origine animale, della riproduzione sessuata tra maschio e femmina, spariranno. Anche la gestazione, la nutrizione, il riparo, non richiederanno più la presenza del corpo reale, né della madre né del padre. Il piacere si emanciperà dal compito di investire, appoggiare la gestazione, la nutrizione, il riparo. Ci svezzeremo non dal latte, ma dal corpo, e dunque dall’esperienza condivisa appagante.  Il piacere, libero dai vincoli biologici al cui servizio operava, come, dove, in quali oggetti esterni al corpo investirà la sua bramosia? Non più oggetti transizionali, come era il peluche, ma “passioni sensoriali”, così Raffinot chiama il destino dell’oggetto orale nelle psicosi. La preconcezione del seno e dell’edipo, tracce della dipendenza, dell’immaturità biologica della nostra specie, inquietanti fantasmi del corpo erogeno, saranno le nuove Urfantasien? Una nuova svolta evolutiva?

C’è un mito che può raffigurare questa svolta, fu Nietzsche a rievocarlo: è il mito di Iacco figlio di Dioniso: chi ha visto Iacco conosce il segreto della felicità. Nato dallo stupro di Aura, addormentata dal nettare di Dioniso, le Baccanti lo salvano dalla madre, che voleva sbranarlo, e contendendoselo lo portano trionfalmente ad Eleusi. In questo stava il segreto di Eleusi: sotto l’apparenza di una festa della fertilità della natura, si nascondeva l’eterna ribellione dell’uomo alla repressione della civilizzazione. Eleusi celebra la gametogamia, la radicale autonomia delle cellule riproduttive dai centri superiori.  Iacco rappresenta per Nietzsche l’Uomo Nuovo, senza storia, senza passato, senza identità”.

La seconda, dopo aver dialogato con gli scritti di Camassa e Falci, ricordando soprattutto la figura e l’importanza delle intuizioni di Francesco Corrao, spiega: “Mi interrogo, specie alla luce di quelle che chiamerei le nuove forme di richieste analitiche, su cosa possa accadere alla mente se questo piacere, se la percezione somatica del piacere e la partecipazione corporea alla voluttà vengano a cadere, se questi circuiti siano messi a tacere.  Quale sarà la voce delle connessioni operanti fra psiche e corpo fisico, di cui ho cercato di parlare, se quest’ultimo viene rigettato nella sua designazione sessuata? Anche con la derubricazione da una mera nosografia psicopatologica, molti autori parlano oggi delle condizioni stranianti di perdita dell’evidenza naturale (Blankerburg) del senso di appartenenza corporea (Disembodiment, Stanghellini) che caratterizzano le forme psichiche di varianza di genere.Una condizione, favorita forse ontologicamente, come scrive Paola Marion, dalla attuale cultura della disincarnazione informatica, descrivibile come quel “mutamento apofanico” che potrebbe essere riferito al disconoscimento dell’avvertimento fisionomico cosciente (Gozzetti).Quali ripercussioni dovremmo presupporre quando in una sua accezione considerata attinente agli stessi diritti umani di autodeterminazione si delinei un così netto rinnegamento tra mente e corpo vissuto con lo slittamento della percezione del corpo fisico non più riconosciuto come un’appartenenza dell’Io? Quando l’Es viene prepotentemente espropriato dal corpo? È possibile che si debba pensare al più inquietante dei passaggi, Uberstiegs, in un sorpassamento verso quella dimensione che viene oggi definita come “quarta forma di esistenza”, forse proprio quel cambiamento delle proporzioni antropologiche” di cui parla Paola Camassa alla fine del suo intervento. Ma questa è un’altra storia”.

È toccato alla tavola rotonda del giorno dopo, magistralmente guidata da Fernando Riolo, in parte dirimere alcune questioni centrali sul corpo e la mente, in parte rilanciare ulteriori sollecitazioni per un dibattito che, complici i numerosi mutamenti in atto, resta assolutamente aperto.

La storia del corpo, del suo statuto, per riecheggiare il titolo del Colloquio, nella teoria e nella clinica psicoanalitica, fatta di sogni, di vissuti, di esperienze solitarie e drammatiche, di complicatissime relazioni madre-bambino, spesso evidenziate negli interventi, si perde nella notte dei tempi ma si riafferma quotidianamente, poiché c’è un non detto che rischia  di lasciare le cose e le vicende degli individui, delle persone in carne e ossa, degli esseri umani travagliati e sbattuti dal vento ora di qua ora di là, come stanno. Cioè male.

Nell’eccellente confronto tra Patrizio Campanile, Benedetta Guerrini Degl’Innocenti, Ronny Jaffé e Sarantis Thanopulos, sono state le parole di quest’ultimo, Presidente della Spi, a risuonare inequivocabili: “Giustamente Paola Camassa afferma che la sessualità è il primo passo verso la socialità. Penso che la socialità sia un’intrinseca esigenza del desiderio. La condizione necessaria della persistenza del nostro desiderio è il rispetto del desiderio dell’oggetto desiderato. Diversamente l’oggetto non resta vivo e desiderabile e il nostro desiderio si eclissa con esso. Il riconoscimento dell’altro e la socializzazione sono nella natura del desiderio. Il corpo pulsionale, erogeno è, nella prospettiva coerente della Camassa, il risultato ‘dell’evoluzione della nostra specie, un corpo reale, biologico predisposto all’incontro con l’oggetto’. Questo corpo che trova il suo centro di gravità nella relazione erotica primaria, l’unità madre-bambino, seno-bocca, è l’origine e il modello ‘delle future esperienze di appagamento condiviso: l’amore, il gioco, il linguaggio, l’arte, la ricerca, le produzioni materiali’. La sublimazione è il dispiegamento del desiderio oltre la contiguità dei corpi degli amanti, l’espandersi, potenzialmente infinito delle differenze che lo mantengono vivo, intenso e profondo, nel mondo della convivialità e degli oggetti culturali, in esperienze di piacere non direttamente ‘carnali’, le quali, tuttavia, anche quando sono molto intellettuali, conservano dentro un nucleo centrale sensuale di piacere che nella prospettiva che seguo corrisponde al silenzio che precede la parola, la sorregge e la significa, di cui parla Merleau Ponty in La prosa del mondo.

Il nucleo di sensualità racchiuso in ogni forma di piacere sublimato (l’ascolto di una musica, la lettura, la visione di uno spettacolo o di un’opera d’arte, di un panorama, una passeggiata), che prende forma nella nostra relazione erotica originaria con la madre, è fatto di sensazioni sensoriali (che includono il respiro e la propriocezione/enterocezione) che producono piacere condiviso (sorgente nella zona di contatto con il primo oggetto d’amore). Queste sensazioni, materia del ‘corpo vissuto’, che coniuga la trasformazione e la persistenza, rappresentano la prima fonte di senso dell’esperienza, un senso che crea nel suo movimento la pulsione, prima ancora che il soggetto in formazione che essa anima possa riconoscere l’oggetto a cui essa la dirige.

Compito fondamentale della psicoanalisi è accordare la parola con l’esperienza e il gesto di natura sensomotoria che la precedono, la animano da dentro e la ispirano, rendendola viva, significativa e davvero espressiva e comunicativa; di mantenere in gioco il silenzio della parola, che è alla radice del senso della continuità nella discontinuità della nostra esistenza; di espandere il campo del desiderio, emancipandolo dalla logica del bisogno, mantenendo collegati il piacere del vivere (nel lavoro, nell’amicizia, nell’esperienza culturale) con il piacere degli amanti”.

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