Madeleine Baranger 1920- 2017

Cari colleghi,

con grande tristezza vi annuncio la scomparsa di Madeleine Baranger.

Nata il 23 gennaio del 1920 in Francia, si laureò in lettere classiche all’università di Tolosa nel 1941. Nel 1946 si trasferì con suo marito a Buenos Aires dove completò il suo training psicoanalitico specializzandosi in psicoanalisi dei bambini. Tra il 1954 e il 1965 insieme con il marito Willy Baranger, contribuì alla fondazione dell’Associazione Psicoanalitica Uruguaiana  e della Rivista Uruguaiana di Psicoanalisi . In quella Società fu direttrice dell’Istituto di training dal 1955 al 1964. Ritornò quindi a Buenos Aires nel 1966 continuando il suo lavoro nell’Associazione Psicoanalitica Argentina.

Numerosi sono i suoi contributi di cui uno dei più famosi “La situazione psicoanalitica come campo bipersonale” è stato pubblicato in Italia nel 1990 ,con una prefazione di Antonino Ferro e Stefania Manfredi.

In questo libro, uno degli articoli più significativi  ,scritto nel 1961, ha come titolo “La situazione analitica come campo dinamico.”

In esso i coniugi Baranger definiscono la situazione analitica come un campo bipersonale, che si struttura a partire dalla fantasia inconscia  della coppia analitica. Molte altre sono le riflessioni creative che Madeleine e Willy ci lasciano. Per citarne solo alcune ricordiamo il concetto  di  bastione , resistenza inevitabilmente presente nel processo analitico e  l’andamento spiraliforme dell’analisi (tra momenti di progresso e di non progresso).

Il lavoro di Madeleine Baranger è stato premiato nel 2008 con il prestigioso premio Mary Sigourney.

Il pensiero  pionieristico dei coniugi Baranger ha influenzato la psicoanalisi  internazionale e  una buona parte del pensiero clinico e teorico italiano  . Essi sono stati gli ultimi epigoni di una generazione di straordinari analisti che ,fuoriusciti per ragioni politiche e socioeconomiche, trovarono in Argentina  accoglienza e un fertile terreno di scambio e crescita, lasciando un’impronta indelebile nel nostro lavoro.

A  nome di tutti gli psicoanalisti italiani, siamo vicini alla famiglia e ai colleghi argentini e uruguaiani

Anna Nicolò