Sergio Muscetta (1938-2020) un ricordo di M. Ammaniti

S. Dalì _ Adolescenza

Purtroppo l’amico e collega Sergio Muscetta ci ha lasciato in modo improvviso dopo una lunga vita attiva e impegnata su vari fronti. E’ stato una persona generosa e fondamentalmente curiosa ed aperta verso i nuovi sviluppi della psicoanalisi e della ricerca infantile, sempre disponibile a segnalarti articoli internazionali che gli sembravano interessanti.

Il suo percorso professionale prende avvio all’interno del Centro di Psicoanalisi Romano in cui si è formato ed ha iniziato il lavoro clinico mostrando una tensione esplorativa rivolta alle aree di confine della psicoanalisi. Ricordo che insieme a Sergio Bordi, Andrea Seganti e Marina Parisi ha svolto un lavoro di grande interesse mettendo a confronto le teorie psicoanalitiche con le importanti osservazioni dell’ “infant reserch” che stavano rivoluzionando le nostre concezioni dell’infanzia. Sono memorabili gli scritti e gli interventi di questo gruppo di colleghi che mettevano a fuoco le capacità interattive dei neonati e dei lattanti con la madre e con le figure familiari in modo da costruire un codice relazionale che veniva interiorizzato. Figure di riferimento di questo percorso sono stati Louis Sander, Robert Emde e Daniel Stern, tutti di formazione psicoanalitica ma capaci di trasferirne  i quesiti orientativi nella ricerca infantile adottando sofisticate metodologie osservative. Non fu un percorso facile per chi era interessato a questi nuovi orientamenti che mettevano in discussione molti assunti psicoanalitici sullo sviluppo infantile.

Il passo successivo di Sergio Muscetta si diresse verso l’ambito dell’adolescenza, che indubbiamente richiedeva nuovi approfondimenti teorici e clinici resi necessari dal profondo cambiamento del mondo degli adolescenti, valga per tutto il crescente ruolo del gruppo dei coetanei e l’introduzione dei social network. Ricordo il suo impegno nel fondare e dirigere assieme ad Enrico De Vito  e a me la Rivista “Adolescenza” edita dal Pensiero Scientifico, in cui sono stati pubblicati articoli di pregio di colleghi italiani e stranieri. Allo stesso tempo Muscetta sentì l’esigenza di istituire una Scuola di Formazione in Psicoterapia dell’Adolescenza e dell’Età Giovanile, in cui venivano integrati in una cornice psicoanalitica orientamenti clinici diversificati, fra cui la teoria dell’attaccamento che aveva assunto un peso crescente nel panorama internazionale.

E’ difficile dare un quadro completo delle molteplici attività di Muscetta che lo ha portato a lavorare cogli operatori dei servizi sociali e sanitari del nostro paese con l’intento di superare la distanza fra gli ambiti della ricerca e quelli più applicativi. Questo mio ricordo non è indirizzato solo ai colleghi e agli amici che hanno conosciuto Sergio Muscetta, ma anche ai giovani che si stanno indirizzando verso l’ambito psicologico e psicoanalitico che devono mantenere vivo il desiderio di conoscere e di esplorare i nuovi orizzonti della ricerca.

Massimo Ammaniti