Io, Anna e le nostre amiche

Chi ha visto il film Mi ricordo di Anna Frank di Alberto Negrin, mandato in onda da Rai Uno il 27 gennaio scorso, in occasione della Giornata della memoria, conosce già la brava, giovanissima attrice Rosabell Laurenti-Sellers che ne era protagonista. A lei è venuta l’idea di dare vita a uno spettacolo dove la lettura di pagine tratte dai diari di ragazze ebree durante la guerra e la Shoah si mescola a proiezioni di video e di immagini e a musica dal vivo. Le immagini provengono dal film di Negrin, da altri film, ormai quasi introvabili, su Anna Frank e dagli archivi della Casa Anna Frank di Amsterdam.

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Dedicato agli studenti delle scuole medie e ai loro insegnanti, lo spettacolo è andato in scena mercoledì 26 maggio scorso nell’Aula Magna dell’Università Roma Tre. E’stato un successo. Alla fine, il pubblico poteva rivolgere domande a Hannah Goslar che ha collaborato alla sceneggiatura con le sue memorie. Del resto, è proprio da una lunga intervista con Hannah Goslar che è nato il libro Anne remembered di Alison Lesile Gold dal quale è stato tratto il film di Alberto Negrin. Goslar è stata una delle migliori amiche di Anna Frank: separate dai tragici eventi, le due amiche si ritrovarono Bergen Belsen per poi perdersi di nuovo, questa volta per sempre:  “Anna era proprio vicino a me, ci separava solo un muro, ma io non sapevo che ci fosse lei lì.Solo dopo 4 mesi, nel febbraio del ‘44, riuscii a sapere clandestinamente che la mia amica Anna Frank era vicino a me, a pochi metri. Da allora parlammo tre volte ma senza vederci: le passai del cibo da sopra il muro, lei piangeva ed era affamata. Poi mio padre morì, io mi allontanai per qualche giornoe quando tornai lei non c’era più”. Mentre Anna morì di stenti e di tifo, Hannah Goslar, uscita dal campo, fu aiutata proprio da Otto Frank, padre di Anna, a raggiungere Israele per iniziare una nuova vita. Oggi ha più di ottant’anni e uno stuolo di nipoti.

Le amiche di Anna Frank e le amiche di Rosabell Laurenti- Sellers: Sofia Claire Croppi, Micol Meghnagi. Rosabell, Sofia e Micol hanno lavorato insieme alla sceneggiatura e insieme hanno preso parte allo spettacolo.

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Di Micol Meghnagi pubblichiamo una lettera idealmente indirizzata ad Anna Frank:

 

 

Roma, 20 aprile 2010
Da una lettera ad Anna Frank di Micol Meghnagi

 

Ieri era il mio compleanno, mi hanno regalato un diario tutto in cuoio colorato…è bellissimo!…
Sono rimasta attratta, cara Anna, dalle tue descrizioni così belle e dettagliate delle tue prime esperienze in amore. Ti chiedevi se eri troppo giovane, se era giusto no che una ragazza si facesse trasportare con così tanto fervore nel vortice della passione.
Rimasi sorpresa, anche quando mi parlasti del tuo carattere, della tua persona, così stranamente simile alla mia.
Amo scrivere, scrivere storie, scrivere temi o riflessioni. E’ un modo che mi permette di conoscermi meglio, di analizzare i miei sentimenti e le mie emozioni. Quando scrivo sono felice, la mia mente comincia a creare, pensare e immaginare, entro in un mondo parallelo, pieno di sassi, pieno di fiori.
Amo la filosofia, perché ti permette di fuggire dal mondo e di osservare da lontano come sono belli gli ingranaggi della vita.
Da grande, però, vorrei fare il chirurgo. Trovo che sia una professione che abbia dei risvolti umani, poiché il medico oltre ad
avere una forte preparazione scientifica si deve ispirare a dei solidi valori morali.
Credo che aiutare il prossimo o salvare una vita umana sia una la più bella delle cose che qualcuno possa fare.
Quando penso a te, le difficoltà della vita mi appaiono in un’altra luce… Hai questa forza incredibile dell’auto controllo, sei una ragazza pura e vivace.
Poi però penso a ciò che hai subito, nascosta per due anni in una soffitta segreta, per poi essere scoperta, maltrattata e umiliata nel silenzio del mondo. Hanno cercato di ucciderti, di eliminare ogni tua traccia.
Non ci sono riusciti e non ci riusciranno… Una volta ci dicesti che volevi continuare a vivere dopo la morte, che volevi viaggiare a Londra e a Parigi, volevi conoscere il mondo. Rimasi colpita, quando, nelle ultime pagine del tuo diario scrivesti che in fondo credevi nella bontà umana, e che speravi in un futuro gioioso e colorato.
Eri una ragazza così ottimista, così coraggiosa e intelligente. Ed è per questo che il male non è riuscito ad annientarti, ad annientare la tua anima.

Tua Micol
13 anni Scuola Ennio Quirino Visconti.