Il corpo della Donna – Febbraio 2012

“I fatti
accadono sempre e necessariamente all’interno di un universo di senso.

Pertanto il
fatto che i giornali e tutti i mezzi di comunicazione siano pieni- riempiti- di
immagini di corpi di donne deve avere un senso che non è quello che gli
attribuisce la cronaca degli avvenimenti.

E’ terribile
dover ammettere come donna che quelle immagini stanno a ricoprire un niente .

Si tratta del
vuoto di senso attorno  cui ruota il
potere nella sua declinazione di scudo protettivo contro il terrore
dell’impotenza.

Paradossalmente
è proprio il maggior potere delle donne che le consegna oltre che ad un destino
nuovo a rappresentare anche la funzione più antica: consolare l’altro,
innanzitutto il proprio bambino- della scoperta della castrazione.

Quel non-tutto
che inquieta le notti dei potenti molto più che quelle dei sottoposti che,  avendo meno da perdere, ogni tanto
realizzano in sogno qualche desiderio che il potente insegue invece
affannosamente alla luce del sole nella convinzione di poterlo finalmente
realizzare e soprattutto placare.”

Con queste parole di Manuela Fraire, (tratte
dall’articolo “La morte e i suoi doni” in “Gli Altri”),  introduciamo il tema del corpo delle donne.

Il corpo delle donne prima di tutto consola.

Questo, all’inizio, consola il bambino che ha paura,
che si sente sperduto e senza pelle quando nasce o che si è svegliato nella
notte con un incubo..

Questa è la ricchezza ma anche la condanna e la
schiavitù.

Infatti è ancora il corpo delle donne che permette
all’uomo potente “di inseguire la
giovinezza perduta e con essa il suo stesso desiderio spostandolo sulla giovinezza
delle donne di cui si circonda.

Ma perché
ancora una donna  per otturare e
oscurare il vuoto e la paura della morte
?” …

Ma perché
questo declino terribile e tristissimo, poiché rifiutato, temuto, negato,
perché ha questo spasmodico bisogno di un corpo femminile per sventare la
comparsa del convitato di pietra?

… perché la
compravendita del corpo femminile ancora rappresenta l’illusione di possedere
una volta per sempre quel corpo-matrice del nostro stesso corpo che lentamente
e inesorabilmente ci abbandona.”

Il tema, nelle sue diverse declinazioni, viene
proposto dalla redazione del sito spiweb.

Jones De Luca