21 febbraio 2016 RICCIONE Narciso Amore e Musica

21/02/2016

Da qualche parte tra musica e psicoanalisi” edizione 2016:

“Amore e Musica”:

1 Serata : “Narciso, Amore e Musica”,  Puccini

2  Serata : “L’Amore diverso, l’Amore verso gli altri “

3  Serata : “L’Amore nella coppia : Musiche d’Amore brasiliane”

La Società Italiana di Psicoanalisi SPI in collaborazione con Psicodramma Analitico SIPsA-COIRAG, il Sindaco e l’assessore alla Cultura del Comune di Riccione , per la prossima Rassegna 2016, propone un nuovo progetto culturale dal titolo: “Le Forme del pensiero: Narciso, amore e Musica”.

L’incontro con l’Arte provoca un’attivazione dei nostri sensi e dei nostri sentimenti, in grado di riportarci al lavoro emotivo, di toccare qualcosa di indicibile o non ancora pensato, ma che è già dentro ognuno di noi e può essere attraversato, percezioni, suoni, segni, ritratti, forme di comunicazione dei sistemi inconsci tra l’artista, l’analista e lo spettatore- fruitore.

L’espressione artistica, nelle sue diverse forme, nasce dal tentativo di elaborazione delle vicende psichiche relative ai processi di autorealizzazione, ponendo l’essere umano in contatto con aree profonde di sé che suscitano emozioni e ricordi. La voce degli strumenti musicali accompagna i ritratti di alcuni artisti e intende avvicinarci alla magia degli incontri, un incontro con lo sconosciuto in noi e nell’altro.

Nella società contemporanea si ricerca sempre più l’immagine idealizzata e il desiderio di diventare famosi come delle star, questo non aiuta i giovani a ricercare un modo di essere più ridimensionato e più autentico.

L’evoluzione dell’uomo, se da un lato offre grandi vantaggi, sia sul piano individuale sia su quello sociale, dall’altro rischia di innescare una fantasia di onnipotente controllo delle ansie e delle paure, al punto tale di far perdere il senso di appartenenza alla Comunità Umana.

La globalizzazione-indifferenziazione diviene un pericoloso rischio di perdita dell’identità e della capacità di contatto umano e di riconoscimento, innescando un senso di smarrimento e angosciosa solitudine.

Nella storia della società e nella musica dalla fine dell’800 sino ad oggi si è sempre più affermato l’individualismo con la nascita di alcuni musicisti come Paganini, Puccini e Litz. Il virtuosismo si è poi trasformato in una sorta di narcisismo nella musica.  Proponiamo di riflettere sulla figura del solista. Chi è il solista e cosa smuove nel pubblico? Alcuni asseriscono che: “Il mondo recepisce il solista come nel mito di Orfeo: il solista resta colui che sta a metà tra gli uomini e gli dei. Il fascino nell’andare ad ascoltare dei grandi solisti è dovuto a questa loro capacità di portarci altrove e di farci scoprire dentro di noi, qualcosa che non sapevamo che esistesse.” Il solista crea una magia collegabile all’infanzia, la capacità di dire ciò che i grandi non sanno più dire. Il fatto che il solista presenti questa grande abilità di raggiungere il non detto, l’universale e in qualche misura l’assoluto, ha inevitabilmente delle implicazioni.

Nella storia dei grandi solisti non c’è n’è uno che abbia iniziato a studiare più tardi dei sei anni. Spesso si tratta di un progetto genitoriale più che del bambino stesso.

Il narcisismo genitoriale viene deviato, “messo” nel figlio che, a sua volta, lo fa proprio. A volte invece il successo arriva quasi inaspettato. In entrambi i casi il solista si ritrova, a non riuscire a gestire la fama.  Travolto dall’onda dell’onnipotenza squilibrante si perde. Tanti sono i casi di star smarrite e finite: Jimi Hendrix, Janis Joplin, Brian Jones, Amy Winehouse, Jim Morrison e Kurt Cobain. Tutti morti in giovane età, precisamente a 27 anni. Tanto da far parlare di una sorta di “Club27”. Tanti i casi di suicidio: Luigi Tenco, Luca Flores, Dalida e il già citato Cobain, fondatore del gruppo dei Nirvana nel 1987, quest’ultimo si suicidò perché non era riuscito a diventare una star.

La Musica, il suono e il ritratto costituiscono il tentativo di rappresentare l’altro e noi stessi ed ha come equivalente, la ricerca della psicoanalisi di mettere in parola emozioni, sogni e  mondo interno.

Pensiamo che le arti, e in particolare la musica, attraverso le loro molteplici forme e provenienze, il loro linguaggio universale, possano facilitare la relazione fra le persone, costituire un punto d’incontro e conoscenza fra culture e generazioni diverse. Poiché attraverso le note musicali si esprimono e trasformano creativamente emozioni appartenenti ad ogni essere umano. La musica consente di uscire dal guscio mortifero del narcisismo e proporre una nuova forma di desiderio verso la vita e verso l’altro.

Con il progetto 2016, vogliamo proporre musica e segno artistico nelle diverse forme. Sarà occasione di crescita e di conoscenza, in un clima che faciliti il pensiero, le emozioni, uno spazio d’incontro, tra esperienza artistica e psicoanalisi.

La musica, l’ascolto e l’immagine sono molto importanti nel lavoro psicoanalitico per creare un contatto, un pensiero creativo e trasformativo, che tolga la persona dall’isolamento e aiuti a costruire sia dentro che fuori di sé un mondo migliore.

Proponiamo, tre serate da realizzare al Teatro Del Mare di Riccione, che permettano di spaziare fra diverse forme, immagini e narrazioni musicali.

Introdurrà la Rassegna dott.ssa Cinzia Carnevali, psicoanalista SPI e M. SIPsA-Coirag

1 – La prima serata presentata dalla dott.ssa Rita Arianna Belpassi, psicoterapeuta, M.S. SIPsA, dal titolo:

Narcisismo, Amore e Musica.

Spettacolo : “Vissi d’amore” –  LeDonne di Puccini

Con la soprano Luisa Giannini

“Il mondo delle eroine pucciniane s’ identifica con Elvira: va da sé, alcune tracce saranno depositate anche da altre più o meno occasionali compagne di viaggio, ma il peccato, la fragilità, la gelosia, il coraggio e infine il mistero daranno altrettanti volti di una donna proteiforme, imprendibile, fata buona o cattiva, consolazione e maledizione nello stesso tempo.”

Il soprano Luisa Giannini e l’attrice Federica Santinello, accompagnate dal pianoforte del M° Stefano Celeghin, danno voce e corpo alle eroine pucciniane, affidando proprio a Elvira il compito di accompagnarci tra le arie più belle e più famose, costruendo il racconto del rapporto del maestro con il mondo femminile, dentro e fuori le sue opere, un viaggio tra documentazione storica e leggenda, tra invenzione drammaturgica e suggestione.

Commento e dialogo con il pubblico: Dott.ssa Roberta Savioli, psicoterapeuta M. S. SIPsA  e dott. Massimo De Mari psicoanalista SPI e docente Coirag.

2 – La seconda serata Amore diverso- Amore per gli altri

Franco Naddeiin arte Francobeat cantautore e colto multistrumentista emiliano ed Elisa Zerbini Educatrice della Comunità Casa di Cura mentale “Radici” di San Savino. Oltre a sonorizzazioni e libere reinterpretazioni di “Mondo Beat”, sua prima parata di surrealtà in cui il tema del gioco e dell’infanzia s’intrecciano a quello dell’alienazione, in una sorta di maledettismo infantile, la sua musica è già un tour-de-force a mo’ di “radiodramma-documento” con tecniche e stili di studio per voce musiche e arrangiamenti e con le parole composte dai ragazzi della Comunità.

La sua tematica del gioco affiora e fiorisce in un nuovo approccio fantasioso, con splendidi arrangiamenti stralunati da camera – e una maggior pacatezza di fondo – che permettono un flusso di canzoni in parte arrangiate e in parte improvvisate, un flusso che fuoriesce dai canoni del pop-rock per darsi all’immaginazione totale.
 “Radici” è un nuovo assalto al postmodernismo. Naddei rivivifica generi del passato, soffermandosi sui singoli episodi per rispettarne tempi e modi, come “Io ero bellissima”, dadaumpa rincitrullito per piano vintage e crooning alla Pino Donaggio, o la serenata acustica di “Camminare”, versione cubista e free-form di Samuele Bersani.
L’ora dell’introspezione e della descrizione della realtà è poi affidata alla ballata in forma di valzer elettronico di “Le mie meraviglie” e al suo corrispettivo acustico e umano di “Il principe e la donzella”, e a tutta una serie di canzoni ben rifinite. Giochi vocali e rime baciate surreali percorrono tutto il disco, dal gioco e l’infanzia all’infermità psichica: concepito, suonato e arrangiato con e per i disabili della comunità “Radici” (San Savino, Riccione), da cui il titolo, che hanno attivamente partecipato alla lavorazione componendone le liriche, impietose e lucide nella loro abulica semplicità, e prestando le voci nella trilogia d’intervalli elettro-concreti di “Questa…”, “…è la mia…”, “…voce”. Naddei ne ha così cavato, anche grazie all’intervento dell’amico John De Leo, ex-voce capolavoro dei Quintorigo, e dei Sacri Cuori di Antonio Gramentieri, un multiforme, caldo caleidoscopio-canzone tra i più impervi degli ultimi tempi.

Commento e dialogo con il pubblico : dott.ssa  Stefania Fabbri, psicoterapeuta, M.A. SIPsA e dott.ssa Laura Ravioli, psicoanalista SPI.

3 – La terza serata presentata dalla dott.ssaMirella Montemurro, psicoterapeuta, M.A. SIPsA   dal titolo:

Musiche d’Amore brasiliane “Canção Sentimental”, ovvero l’amore e la musica brasiliana.

Il quartetto IDA e VOLTA andata e ritorno in lingua portoghese, un viaggio tra sensazioni e colori dal Brasile al Portogallo fino a Capo Verde.

Sonorità delicate della Bossa Nova e dintorni, accompagnati da racconti ad hoc, creano un’atmosfera avvolgente dove lasciarsi trasportare…non dimenticando però qualche paso di samba!

Quartetto composto da: Anna Forlivesi (chitarra e voce), Daniele Cinzi (batteria, percussioni e cori), Eros Rambaldi (contrabbasso) e Andrea Maracci (pianoforte).

Trio formatosi nel Riminese nel 2009, e cresciuto insieme con passione dentro al levare Brasiliano. L’esigenza poi di ampliare i suoni e gli orizzonti, ha dato vita alla formazione attuale e stabile di quartetto.

Conversazione e dialogo con il pubblico, dott.ssa Lidia Mulazzani psicoterapeuta Tavistock  M.S.SIPsA e dott.ssa Chiara Zaniboni Psicoterapeuta M.A.SIPsA

La SPI Società Psicoanalitica Italiana, istituita nel 1932 e aderente all’International Psychoanalytical Association (I.P.A.), la società internazionale fondata da Sigmund Freud, si occupa della formazione scientifica permanente dei suoi soci e della tutela della ricerca e della pratica psicoanalitica, promuove una serie di iniziative di carattere scientifico, formativo e clinico.

La SIPsA (Società Psicoanalitica di Gruppo, che fa parte della COIRAG (Confederazione Italiana per la Ricerca Analitica sui Gruppi), si occupa dell’Individuo, del Gruppo e delle Istituzioni, coinvolge Scuole, Università, Aziende, gruppi di Ricerca Scientifica, Operatori Socio- Sanitari, sono Società senza scopo di lucro.

Ringraziamo e nell’attesa salutiamo cordialmente.

Dott.ssa Cinzia Carnevali Psicoanalista della Società Psicoanalitica Italiana (SPI), membro didatta SIPsA-COIRAG Rimini  tel 0541 783147 cell. 338 4640763, Dott.ssa Silvia Cicchetti referente SIPsA di Rimini

Comitato Organizzativo: Cinzia Carnevali, Silvia Cicchetti, Rita Arianna Belpassi, Stefania Fabbri, Mirella Montemurro, Lidia Mulazzani, Laura Ravaioli.

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Vedi anche:

in SpiPedia:

Narcisismo, a cura di Laura Contran

in Freschi di Stampa:

Il film di 50 minuti, di Giuseppe Riefolo, Antigone 2015 Cinema e psicoanalisi nel territorio dell’alterità, di Rossella Valdré

L’altro. Diversità contemporanee.

in Cinema:

Dalla visione alla scrittura. Testi, articoli e libri sul cinema