Parole chiave: Triangolazione, Identità liquida, Complessità, Matrici psichiche, Trans-identificazioni
Recensione di Eva Reichelt, Associazione Psicoanalitica Tedesca, Berlino
“Gender, identifications, identity – Dialogues at the Edges” a cura di Frances Thomson-Salo, Luca Bruno ed Eva Reichelt
Presentazione del libro tenuta durante la conferenza FEP 2026 ad Oslo.
“Gender, identifications, identity – Dialogues at the Edges”
A cura di Frances Thomson-Salo, Luca Bruno ed Eva Reichelt, Routledge, 2026
https://www.routledge.com/Gender-Identifications-and-Identities-Dialogues-at-the-Edges/Thomson-Salo-Bruno-Reichelt/p/book/9781032877815
Il testo “Gender, identifications, identity – Dialogues at the Edges” è un libro appena edito da Routledge che fa parte della collana del comitato IPA Sexual and Gender Diversity Studies, curata da Leticia Glocer Fiorini.
In questo volume, curato da Frances Thomson-Salo, Luca Bruno e me stessa, Eva Reichelt, abbiamo raccolto gli interventi di undici colleghi, sia membri del comitato IPA che esterni. Essi offrono una panoramica sul lavoro svolto dal comitato negli anni dal 2022 al 2024.
Nel settembre 2023, a Milano, Luca Bruno, per conto del comitato IPA, ha organizzato assieme alla SPI, una giornata di studio dal titolo “Le Differenze di Genere: Esperienze in Psicoanalisi e oltre”. I sei contributi presentati e discussi durante questa giornata di studio sono qui raccolti insieme ad altri lavori, presentati principalmente durante le conferenze della FEP tra il 2022 e il 2024.
Paul Lynch di Boston apre il libro con le sue riflessioni su “Sessualità e genere nello sviluppo”: spiega il modello di sviluppo della sessualità elaborato da Target (2007) e Fonagy (2008) proponendo “un fallimento comune del mirroring in relazione all’eccitazione sessuale infantile”. Inoltre, Paul Lynch basa il suo ragionamento su Laplanche, il quale postula una “Situazione Antropologica Fondamentale” caratterizzata da comunicazioni sessuali inconsce nella relazione tra il bambino e la figura di riferimento. I messaggi enigmatici non possono essere tradotti dal bambino e portano a confusione. Paul Lynch suggerisce che «la maturazione e la crescita possono essere ostacolate se la famiglia non è empaticamente in sintonia con le difficoltà del bambino o se risponde in modo punitivo ai segnali di sessualità o aggressività» (p. 12). Ci incoraggia non solo a mettere in discussione «i nostri pregiudizi individuali», ma anche a rimanere «vigili nell’esaminare i nostri pregiudizi professionali e tradizionali» (p. 17). Egli suggerisce di rivedere il termine “complesso di Edipo”, poiché questo implica, secondo lui, troppe connotazioni relative a una norma maschile ed eterosessuale. Al suo posto, propone il termine “triangolazione” per i processi maturativi importanti “per tutti i generi e gli orientamenti sessuali” (p. 18).
Paola Marion di Roma ha offerto il secondo contributo durante la Giornata di Studio a Milano e ora nel libro su “Neosessualità e identità di genere”. Ci ricorda che “i processi di assegnazione e riconoscimento che designano il genere del neonato (…) ci impongono di distinguere tra corpo anatomico, soggettivo e fantastico”. Facendo riferimento a filosofi come Zygmunt Bauman e Axel Honneth, introduce il concetto di “identità liquida” e di pluralità di identità nei soggetti postmoderni. Paola Marion ci incoraggia “a evitare di cadere nel moralismo o nella ricerca di un’eziopatogenesi e a rivolgere invece la nostra attenzione alla ricerca del significato e della funzione di scelte che a noi spesso appaiono così estreme e aliene” (p. 21). Suggerisce che «la formazione in noi di un ‘Io corporeo’ si basi su un processo di identificazioni primarie e immediate».
Il terzo capitolo comprende una sintesi dei diversi presupposti fondamentali di Leticia Glocer Fiorini su identificazioni, genere e differenza sessuale. Vive a Buenos Aires e dal 2021 al 2025 ha ricoperto la carica di presidente generale del Comitato IPA per gli studi sulla diversità sessuale e di genere (S&GDS). Analogamente a Paul Lynch, sostiene che «il complesso di Edipo classico (…) non copre le soggettività attuali a causa della sua risoluzione eterosessuale normativa» (p. 31). Propone invece il termine complessità, coniato dal filosofo Edgar Morin. Per quanto riguarda le situazioni familiari non convenzionali, Leticia propone «il concetto di un complesso di Edipo ampliato e transfamiliare» (ibid.). La situazione edipica dovrebbe essere pensata «in termini di funzioni», riferendosi alla «funzione materna» («cura, affetto e sostegno»), rispettivamente alla «funzione paterna» (che introduce la legge) (p. 32). Il suo concetto di «identità» è quello di «un’identità soggettiva, in divenire». Leticia discute ampiamente la nozione di differenza, riferendosi qui a Heidegger, «come operazione simbolica, una categoria che segna la distinzione» (ibid.). Distingue diversi livelli di differenza, quali la differenza di genere, la differenza anatomica, la differenza psicosessuale (p. 35). «L’accesso alla differenza è il riconoscimento dell’alterità» (p. 36). Queste sono solo alcune delle idee contenute in questo documento molto ricco e denso, presentato durante la conferenza dell’EPF tenutasi a Firenze nel 2024 nell’ambito del panel organizzato dal Comitato S&GDS.
E questi tre capitoli rappresentano la prima parte con il titolo “Genere e sessualità nello sviluppo psichico”.
La seconda parte è intitolata “Identificazioni, corpo e genere”.
Tiziana Bastianini, di Roma, ha intitolato il suo intervento: “Corpo, sessualità, genere. Tra progetto identificatorio e desiderio”. Facendo riferimento a Maturana e Varela (1995), suggerisce di “pensare agli esseri umani come organismi viventi, ricchi di relazioni con esiti non immediatamente prevedibili, sistemi autopoietici (…)”, il che appare in qualche modo stimolante. «Il paradosso del genere (…) costituisce un’esperienza specifica di identità che può generare attrito psichico» (p. 47). Ci invita a riflettere sul «tema del riconoscimento» attraverso «un altro complesso», ricordandoci che «nasciamo all’interno di matrici psichiche» (p. 48), una rete di fantasie provenienti dalle generazioni precedenti. Dopo aver esaminato varie vicissitudini identificative – con entrambi i genitori, in condizioni positive – Bastianini fa riferimento a Roussillon (2014) e alla sua nozione di «oggetto di coppia». L’autrice postula una coesistenza di rappresentazioni sia del proprio genere che di quello opposto in ogni individuo (p. 52) e una «pluralizzazione del genere non necessariamente coerente con il sesso» (p. 53). Due brevi casi clinici illustrano le concettualizzazioni di Bastianini.
Luca Bruno, Milano, propone un nuovo termine nel suo articolo: “Trans-identificazioni”. Ne espone la definizione all’inizio dell’articolo: “Le trans-identificazioni, processi che non possono essere completamente omologati e assimilati, sono percorsi più complessi rispetto a quelli già tortuosi attraverso i quali avvengono le identificazioni nelle persone cisgender (…)” (p. 59). Bruno vede il corpo come «luogo originario e costitutivo dell’identità, ma anche luogo di massima trasformabilità e cambiamento» (p. 61). Riflette su come le identificazioni primarie e secondarie con le figure di riferimento si intreccino con pulsioni contrastanti e dis-identificazioni. Citando Kaës (1993, 2008), Bruno sottolinea come la vita psichica tra le generazioni venga trasmessa da alleanze inconsce, identificazioni e determinati modi di identificazione. A più riprese, Bruno fa riferimento al libro di memorie di Preciado “Un appartamento su Urano: Cronache dell’attraversamento”, in cui l’autore paragona la situazione di una persona transgender a quella di un migrante. Condividendo alcune delle sue esperienze psicoanalitiche con due persone transgender, Bruno ci mostra in modo splendido come applica i propri presupposti teorici.
Vittorio Lingiardi di Roma ha presentato le sue idee su “Identità di genere e identificazioni in un mondo che cambia” anche durante la conferenza dell’EPF del 2024 a Firenze. Come Paul Lynch e Leticia Glocer Fiorini, propone di utilizzare il termine “complessità edipica” invece di “complesso di Edipo”: «Il mito di Edipo riguarda la conoscenza delle proprie origini e della propria sessualità», e quindi le famiglie omosessuali che ricorrono alle tecnologie di riproduzione assistita «rivelano la complessità edipica» (p. 72). Inoltre, Vittorio Lingiardi presenta i risultati di un progetto di ricerca qualitativa condotto tra giovani adulti che si considerano non binari. I temi chiave delle loro interviste sono stati «esplorazione, incertezza, decostruzione e rispecchiamento» (p. 79). Vittorio Lingiardi condivide le sue esperienze «per salvaguardare gli impulsi creativi nel percorso di formazione dell’identità, creando spazio per l’ascolto e la costruzione di significato» (p. 81).
Nel suo articolo “Reclaiming Psychic Bisexuality”, Anat Schumann di Tel Aviv riprende l’articolo di Winnicott “The Split-off Male and Female Elements to be Found Clinically in Men and Women”. Suggerisce una distinzione tra la bisessualità primaria, che rappresenta l’incontro rudimentale con l’alterità, (…) e la bisessualità secondaria, che si consolida attraverso successivi processi introiettivi» (p. 85). Riassume la sua esperienza clinica dopo due vignette come segue: “Il profondo disagio ai margini arcaici degli stati d’animo legati al genere richiede un ambiente analitico affidabile e tranquillo, disposto ad accogliere sentimenti intensi di informe, vuoto e morte psichica” (p. 101).
La terza parte del libro è intitolata “Fluidità di genere – Una sfida per affrontare la coesistenza di diversi stati del sé”.
Ho condiviso le mie esperienze di lettura di “Blutbuch” di Kim de l’Horizon, sotto il titolo “Tollerare l’incertezza”. La traduzione italiana del libro porta il titolo “Perché sono da sempre un corso d’acqua”. “La lettura di questo libro offre spunti sul mondo esperienziale di una persona non binaria” (p. 118). Il/la protagonista autofinzionale condivide la loro lunga e dolorosa esperienza di ricerca di parole e, a volte, di immagini poetiche per stati d’animo non rappresentati. Leggere questo libro mi ha aiutato a cogliere i sentimenti profondi dell’incertezza esistenziale.
Mauro Manica, che vive a Novara, inizia il suo articolo “Fluidità di genere – Buchi bianchi nella teoria psicoanalitica?” con una dettagliata rassegna della letteratura sulle revisioni psicoanalitiche del complesso di Edipo, riferendosi a Klein, Meltzer, Loewald, Searles e Bion. Mauro Manica vede il complesso di Edipo «come un organizzatore fondamentale della vitalità psichica», ma esso «non (…) svolge un ruolo centrale nella definizione dell’identità sessuale o di genere» (p. 130). Presentando due esperienze cliniche tratte da sessioni di supervisione, Mauro Manica si chiede «se le varianti di genere possano costituire degli equivalenti di “buchi bianchi” per quella parte della ricerca psicoanalitica che studia le stelle che compongono l’universo della personalità» (p. 135).
Dana Amir di Haifa introduce nel suo testo “Gender in movement” un “modello di molteplicità di genere” come componente ‘emergente’ del genere, esistente in parallelo con una componente ‘continua’ del genere. La componente emergente è “caratterizzata da un’esperienza di genere non lineare, mutevole e variabile, basata su un movimento incessante tra i due poli di genere (…)” (p. 143). Un caso clinico illustra le idee di Dana Amir, distinguendo ulteriormente tra quattro modalità di testimonianza traumatica.
Nel capitolo finale Laura Balottin e Davide Bruno, provenienti dal Nord Italia, condividono le loro esperienze di tirocinanti nell’avviare un gruppo di intervisione e nello scambio su tematiche relative alla diversità sessuale e di genere e ai pazienti con variazioni di genere.
Tre colleghe si sono occupati di scrivere una breve introduzione per ciascuna delle tre parti del libro. Simonetta Bonfiglio di Milano, Luisa-Marino-Coe di Londra e Siri Gullestad di Oslo hanno offerto il proprio punto di vista sulla necessità di aprire sia il dibattito che le menti.
Questo libro costituisce una testimonianza del lavoro svolto dal Comitato dell’IPA per gli studi sulla diversità sessuale e di genere negli anni dal 2022 al 2024.
Fa parte di una collana editoriale curata da questo comitato; altri due titoli disponibili sono:
1) Polimorfismi: migrazioni sessuali e di genere nella psicoanalisi contemporanea, un volume curato da colleghi latinoamericani: Leticia Glocer Fiorini, Jean Marc Tauszik e Silvia Acosta,
https://www.routledge.com/Polymorphisms-Sexual-and-Gender-Migrations-in-Contemporary-Psychoanalysis/GlocerFiorini-Tauszik-Acosta/p/book/9781032872216
2) Lavorare psicoanaliticamente con la diversità di genere e le sessualità: resistenze alle differenze, a cura di Frances Thomson Salo, Marco Posadas, ex presidente generale di questo comitato, e Silvia Acosta, attuale presidente generale:
https://www.routledge.com/Working-Psychoanalytically-with-Gender-Diversity-and-Sexualities-Resistances-to-Differences/Thomson-Salo-Posadas-Acosta/p/book/9781032871868