Recensioni

Il senso della mente. Per una critica del cognitivismo

Felice Cimatti (2004)

Torino, Bollati Boringhieri, 230, pp.

Il Senso della mente è una critica puntuale e serrata di una importante corrente dell’attuale panorama filosofico: il cognitivismo.

La sua pretesa di assimilare l’essere umano a un calcolatore viene presentata come l’aggiornamento di un’antica strategia denunciata da Leibniz che, riducendo l’uomo a una macchina, si preclude la possibilità di accedere al fenomeno del senso.

Motto di spirito e azione innovativa. Per una logica del cambiamento

Paolo Virno Torino, Bollati Boringhieri, 98 pp. La differenza tra l’animale e l’uomo in termini evolutivi viene spesso sintetizzata nella formula secondo la quale il primo adatta il suo corpo mentre il secondo trasforma l’ambiente in funzione dei suoi bisogni. La dinamica che sostiene una simile strategia di sopravvivenza sottende molteplici aspetti della natura umana … Continue Reading »

Psicopatologia dell’anoressia mentale

Bernard Brusset (1998)

Borla, Roma 2002, p.264, € 20.

Recensione di Mescalchin Antonietta 

In tutti i paesi occidentali assistiamo ad un grande incremento dei disturbi alimentari associato ad un notevole interesse da parte di medici e di psichiatri, mentre le osservazioni psicoanalitiche che approfondiscano l’indagine sui meccanismi inconsci, sulle relazioni d’oggetto e sul misterioso confine tra psiche e soma sono meno frequenti di quanto potremmo aspettarci.

Da questo punto di vista il lavoro di B. Brusset, frutto di una lunga esperienza, è una voce “psicoanalitica” di rilievo nel panorama della letteratura dedicata alla complessa e variegata sindrome che va sotto il nome di anoressia mentale.

L’arte di curare con l’Arte

Vincenzo Faenza

Rimini, 2005, Guaraldi. Pagine 580, € 40.

Recensione di Gino Zucchini

L’arte di curare con l’arte è un testo unico nel suo genere: Vincenzo Faenza (1935 – 2003) medico, neuropsichiatra, docente di psicologia medica presso la facoltà di Medicina dell’Università di Bologna, prematuramente scomparso, con questa opera, lungamente preparata e che esce postuma per la cura di Paola Zamagni, mette a disposizione degli studiosi e delle persone colte una summa psicologico-psicoteraoeutica di grande respiro storico e filosofico.

Identità Nascoste, Quasi una detective story tra letteratura e psicoanalisi

Giana Petronio 

Bononia University Press, 2005

Recensione di Maria Chiara Risoldi

Giana Petronio , esperta psicoanalista, scrittrice colta e raffinata, ci fa entrare con questo libro nel complesso mondo del formarsi delle identità sessuali e delle perversioni, attraverso un’analisi profonda e raffinata di personaggi come Don Giovanni e Casanova, -Due (irr) estibili seduttori-, di un grande scrittore come Flaubert – “Vorrei essere donna…”-, e infine di James Joyce, -Ucci ucci, sento odor di perversucci – .Questi i titoli dei tre capitoli di cui è composto il libro Identità Nascoste.

“La perversione, scrive Giana Petronio, si fonda sul disconoscimento della mancanza, dei limiti, del tempo e porta un attacco alle legge del padre – principio di realtà- negando l’esistenza di differenze e gerarchie, le conseguenze della separazione e la realtà della propria inadeguatezza.”

Per una psicoanalisi bipersonale

Sandro Panizza

Franco Angeli, 2006, pp. 166, € 16,50

Recensione di Giuseppe Civitarese 

I modelli cui Sandro Panizza guarda per costruire gli strumenti del proprio laboratorio analitico sono in prevalenza relazionali, mentre il quadro di riferimento più ampio è filosofico. Spiccano nella sobria bibliografia i nomi di Ferro (citato per i “personaggi” della seduta), Ogden (per il “terzo analitico”), Mitchell e Stern (per l’ “attività trasmodale”), ma anche quelli di Heidegger, Nietzsche, Wittgenstein, Foucault, Lyotard.

Frammenti per una teoria dell’inconscio

Ripa di Meana G.

gennaio 2006 Roma – Biblink editori – pagg. 239, euro 20.00

Recensione di Laura Contran 

“L’inconscio che cercheremo di raccontare nel corso di questo volume riguarda un soggetto disposto ad agire e a scegliere lasciandosi prendere in contropiede dalle tirate del linguaggio e dai rischi connessi al desiderio dell’altro. Il luogo comune, viceversa, si è assestato sull’uso di un inconscio passepartout, di una sorta di chiave universale abusata per entrare e uscire nella e dall’intimità propria o altrui…” Con queste parole Gabriella Ripa di Meana, membro della Fondation Européenne pour la Psychanalyse e dell’European Council on Eating Disorders, nonché cofondatrice di Nodi Freudiani, esprime l’essenza del progetto che guida il suo percorso di scrittura.

Donald Winnicott and John Bowlby. Personal and Professional Perspectives

Judith Issroff

London & New York, Karnac, 2005.  Pp. 288, £ 22.50

Recensione di Andrea Castiello D’Antonio

Questo bel libro, denso di informazioni e di riflessioni originali, è stato scritto con la collaborazione ed il contributo di Christopher Reeves (psicoterapeuta infantile, già presidente della sezione medica della British Psychological Society e editor del Journal of Child Psychotherapy) e Bruce Hauptman (esperto di psichiatria infantile, degli adolescenti e familiare).
Judith Issroff è un’esponente ampiamente conosciuta della Tavistock Clinic (School of Family Psychiatry and Community), specialista in psichiatria infantile, degli adolescenti e della famiglia, esperta di analisi di gruppo e di gestione dei conflitti, per molti anni impegnata nella pratica psicoanalitica full time, e successivamente interessata nel portare avanti attività di consulenza per mezzo di organizzazioni non governative.

Donald D.Winnicott: 2 saggi

Donald D. Winnicott (2005) Il bambino, la famiglia e il mondo esterno

Roma, Magi, 229 pagine, Euro 18.00  (1)

Donald D. Winnicott (2006) Sostenere e interpretare. Frammento di un’analisi

Roma, Magi, 248 pagine, Euro 18.00  (2)

Recensione di Andrea Castiello D’Antonio 

Questi due agili volumi presentano al lettore due diversi aspetti di Winnicott (1896-1971); due aspetti che possono essere proficuamente integrati in una lettura sequenziale ed attenta.

Il primo testo si basa sulla registrazione di cicli di conferenze radiofoniche trasmesse dalla BBC, come tanti altri testi di Winnicott pubblicati anche in anni recenti – v., ad esempio, Winnicott on the Child. Perseus Publishing, 2002 – che sono sostanzialmente costituiti da trascrizioni di conferenze e dialoghi radiofonici.

 

The language of Bion

di Paulo Cesar Sandler (2005)

Londra & New York, Karnac, pag 853, £ 45.00

Recensione di Giuseppe Civitarese

Un libro entusiasmante per chiunque sia seriamente interessato a Bion, destinato a diventare un’opera di riferimento che potrebbe eclissare i contributi che l’hanno preceduto, pure preziosi, di Grinberg, Sor e Tabak de Bianchedi, e dei Symington, nonché quello più recente e simile nella struttura di López-Corvo. Pertanto, non si può che auspicarne una tempestiva traduzione.

Sandler, che da almeno vent’anni scrive su Bion e lo insegna in vari contesti, attualmente nel corso post-laurea dell’Università di São Paulo e all’Istituto di Psicoanalisi della SBPSP, si pone un compito impegnativo: sfatare la leggenda dell’oscurità e dell’impervietà dei suoi testi. L’obiettivo è pienamente raggiunto, anche se, com’è ovvio, nessuna lettura può aspirare a essere esaustiva e definitiva.