Midnight in Paris

Woody Allen, 2011, Usa, 94 min.

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Giudizio: ***** (5/5)

Genere: commedia

Recensione: Prossimi alle nozze, lo sceneggiatore hollywoodiano in crisi creativa Gill e la fidanzata Ines, si recano a Parigi con gli invadenti genitori di lei per gli acquisti dei preparativi. Ma la ville lumiere scardinerà i loro piani, mettendo in luce le differenze e i veri, reciproci desideri: è solo Gill ad adorare Parigi, teatro immaginario di quei mitici anni ’20 di cui la sua fantasia si è sempre nutrita….Allo scoccare della mezzanotte, realtà e fantasia, desiderio e sogno si mescolano magicamente, e Gill viene catapultato proprio in quel mondo dorato di artisti che, mettendolo al riparo dal reale, gli fornirà la svolta creativa. Una ‘Rosa purpurea del Cairo’ deliziosamente calata nell’oggi…

Perchè andare o meno a vedere il film?: Un Allen in stato di grazia: tutto il suo migliore corredo poetico in una commedia raffinata, colta, divertente, originale. Perchè è un omaggio al valore della fantasia, alla magia del cinema che fa ritrovare anche noi spettatori, improvvisamente, in mezzo a Picasso, Hemingway e Scott-Fitzgerald, con il costernato Gill. Novanta minuti di puro piacere. Un piccolo gioiello.

Qual e’ lo specifico psicoanalitico: Abbandonata l’icona esplicita del divano, il regista qui ‘gioca’ con la psicoanalisi in chiave più libera e teatrale: in un momento di confusione e smarrimento creativo, il soggetto ha un’occasione per ritrovarsi se accede, in solitudine, nell’area transizionale della cultura e del gioco, se si abbandona al sogno e alla fantasticheria, dialogando con i suoi personaggi interni nelle zone notturne (midnight…) del proprio Sè. Il passato non va idealizzato, non deve diventare feticcio; è sempre possibile un nuovo incontro, davvero trasformativo, ai bordi piovosi della Senna…..