Cultura e Società

Undone – Commento di C. Nichini

30/05/22
Undone - Commento di C. Nichini

Parole Chiave: Trasformazioni, Funzione Alfa, Allucinatorio, Transgenerazionale.

Autore: Cristiano Nichini

Titolo: “Undone”

Dati sulla serie: ideatori Raphael Bob-Waksberg, Kate Purdy, USA, 2019. 16 Episodi. Prime Video.

Genere: animazione

Undone è una serie animata ideata da Raphael Bob-Waksberg e Kate Purdy prodotta da Prime Video nel 2019 negli Usa e pubblicata in Italia nello stesso anno. La seconda stagione è uscita nel 2022.

Il racconto si sviluppa attorno alla protagonista Alma, giovane donna insoddisfatta e inquieta che vive con la madre. Il padre è morto in un incidente d’auto e la sorella più vecchia si sta per sposare. Alma si sente intrappolata in una gabbia di convenzioni esacerbata dall’imminente matrimonio di sua sorella, vissuto come l’ennesima rappresentazione ipocrita di quello che “è giusto fare”.

Alma inizia ad avere strane sensazioni, avvertendo la presenza del padre, nonostante sia deceduto da alcuni anni. Inizialmente viene sopraffatta dal timore di poter diventare folle, poi prova a dialogare e a mettersi in ascolto di questo fantasma. Attraverso di lui scopre la possibilità di poter esplorare diverse linee temporali e, grazie ad un serrato addestramento, apprende la capacità di passare da una linea temporale ad un’altra, in modo da poter incontrare molti personaggi della sua genealogia.

Con questa abilità riesce a scoprire una storia familiare inedita, attraversata da traumi e segreti che si trasmettono tra le generazioni e che gettano luce su molti aspetti della sua vita. L’espediente del viaggio nel tempo per cercare di modificarne la concatenazione di eventi è riccamente rappresentato nella storia del Cinema. Qui abbiamo qualcosa in più: la linea temporale classica è saltata, il passato, il presente ed il futuro sono contemporaneamente attivi nel qui e ora.

Gli autori, non sappiamo quanto consapevolmente, hanno attinto a strumenti di narrazione di tipo onirico.

Partiamo dallo strumento tecnico di realizzazione della serie: il rotoscopio. Si tratta di una tecnica di animazione che consiste nel ricalcare le scene a partire da una pellicola filmata in precedenza. Dopo aver creato lo storyboard lo sceneggiatore gira le scene con attori veri, come se fosse un film. Con l’ausilio del rotoscopio, tali scene vengono trasformate in un disegno animato che potrà essere colorato e trasformato secondo le necessità. Tale tecnica non è nuova: fu ideata da Max Fleischer che la impiegò per la prima volta nella serie Out of the Inkwell (1918-1929). Anche la Disney in alcuni suoi capolavori si avvalse del rotoscopio: basti citare la Cenerentola del 1950 e La Carica dei 101 del 1961. Attualmente tale dispositivo è stato quasi completamente sostituito dalle funzionalità della Computer Grafica (CGI).

E’ forte l’assonanza con l’idea bioniana di “trasformazione” dell’esperienza mediante l’attività immaginativa della funzione alfa (Bion,1965). Scene con personaggi in carne ed ossa diventano immagini con cui costruire storie. Tale strategia è perfettamente coerente anche con il contenuto narrativo della serie. C’è il tema del segreto, che attinge ad elementi di esperienza non pensati e non detti che attraversano le generazioni. La nonna di Alma ha una diagnosi di schizofrenia con allucinazioni: ci sono elementi biografici che non sono riusciti a divenire esperienza pensabile e che hanno trovato la via della “trasformazione in allucinosi” (Bion, ibidem). Alma nel suo peregrinare tra le diverse possibilità esistenziali dei personaggi della sua storia personale sente il carico di un’angoscia inesprimibile e teme di diventare pazza, condannata allo stesso destino della nonna: si getta allora alla ricerca di un luogo e di un modo per poter narrare la sua storia e quella delle sue origini. Ma non basta conoscere (K), è necessario creare connessioni e legami tra i vari personaggi della storia (H e L). Anche questo però non sembra essere sufficiente. C’è un’inquietudine che continua a serpeggiare: non basta sapere e aver creato connessioni emotive e causali tra gli eventi. È necessario “apprendere dall’esperienza” (Bion, 1962). Solo diventando lei stessa i personaggi e le emozioni della sua famiglia potrà accedere ad una narrazione pensabile da cui si senta meno minacciata.

Questo oscillare continuo tra presente, passato e futuro ci rimanda al concetto di Nachträglichkeit. Il passato può condizionare il presente, ma vale anche l’inverso. Esiste un continuo lavorio di costruzione e decostruzione biografico che non sembra più essere teso ad individuare il trauma storico, o la verità all’interno di un percorso lineare deterministico. Si tratta invece di creare connessioni e rappresentabilità di linee temporali che continuano ad intersecarsi per creare una coesione identitaria mai cristallizzata.

Riferimenti bibliografici

Bion, W.R. (1962). Apprendere dall’esperienza. Roma: Armando, 1972.

Bion, W.R. (1965). Trasformazioni. Il passaggio dall’apprendimento alla

crescita. Roma: Armando, 1973.

Maggio 2022

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