Parole chiave: amore, desiderio
Autore: Flavia Salierno
Titolo: “Succederà questa notte”
Dati sul film: regia di Nanni Moretti, Italia/Francia/Spagna, 103’, 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia Sezione Venezia 83, Concorso
Genere: commedia romantica, drammatico
C’è una differenza sostanziale tra sforzarsi di dire qualcosa, e avere qualcosa da dire. Nanni Moretti appartiene, da sempre, alla seconda categoria. In mezzo a miriadi di opere, in tutti i campi, nate per forza, le sue raccontano. E io mi metto in ascolto. Seduta in prima fila, in una mano la curiosità, nell’altra il fazzoletto da commozione, nelle orecchie invece conservo il ricordo dell’urlo di “Ecce Bombo”, sentito (e visto) da bambina. Il film del 1978 ebbe il merito di accendere l’amore per il cinema. Questo del 2026, “Succederà questa notte”, ha invece ancora una volta confermato l’adesione alla poetica morettiana. Accidentata, appassionata, a tratti rocambolesca. Politica, meditativa, sprezzante, nichilista, e ora, solo ora, unicamente sentimentale. Questo film, infatti, è solo dedicato ai sentimenti. All’amore. Succede così, quando ci si ammala e ci si invecchia. La malinconia arriva, e ha la funzione fondamentale di filtrare ciò che è divenuto superfluo, dal necessario. E i legami, anche titolo del libro Legami di Eshkol Nevo da cui il film è stato tratto, divengono il cardine di riflessione del regista.
Nel film, Moretti racconta la storia di Matteo (Louis Garrel) e Greta (Jasmine Trinca), un uomo e una donna che si incontrano e si ritrovano più volte nel corso degli anni, ma sempre nel momento sbagliato, ovvero quando uno o entrambi hanno già costruito altre relazioni e altre famiglie. Matteo rimane profondamente legato a Greta e i loro incontri alimentano un sentimento che sembra continuamente rimandato. È una storia sull’amore, il tempo, le occasioni perdute e la speranza che possa esistere una seconda possibilità.
Nanni Moretti è tornato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia dopo 37 anni. La sua precedente partecipazione risaliva al 1989 con Palombella Rossa, che fu presentato fuori concorso. L’esclusione dalla competizione ufficiale suscitò molte polemiche e fu considerata da molti una scelta “politica”. Da allora il regista aveva privilegiato soprattutto il Festival di Cannes.
Nanni Moretti non si smentisce mai. È stato lui, durante la proiezione ufficiale di “Succederà questa notte” ad alzarsi e scendere le scale della galleria della Sala Grande, seguito da uno stupito Pierangelo Buttafuoco, presidente della Biennale di Venezia, per “andare a far spegnere il telefonino a un tizio che proprio non ne voleva sapere di smettere di guardarlo”. “Eravamo lì, la proiezione era iniziata con la consueta sfilata di marchi dei produttori, e vedevo questo tizio in platea con il viso nel suo telefono. E va beh. Poi è toccato ai titoli di testa, e lui era ancora lì. E’ iniziata la musica bellissima scritta per il mio film da Alberto Iglesias, e lui non smetteva. A quel punto non gliel’ho fatta più: mi sono alzato e ho fatto le scale che separano la galleria dalla platea per andare a dirgli di spegnerlo!”. Evviva l’autenticità, e tutti quelli che se la possono permettere. Costi quello che costi.
Ed è vero che la musica del film risuona nella testa per giorni, insieme con le immagini. In molti film morettiani la scena del ballo condensa e accompagna ciò che quelle pellicole vogliono dire. In “Succederà questa notte”, sancisce la risonanza che Matteo e Greta hanno l’uno nell’altra. Nanni Moretti riesce a inquadrare non solo questo, ma anche l’esplorazione del mondo interno dei protagonisti, la crescita, le trasformazioni.
In “Storie d’amore” (1983), Julia Kristeva, racconta che l’esperienza amorosa può essere letta non soltanto come desiderio dell’altra persona, ma come ricerca di una parte di sé attraverso l’altro. Per la Kristeva, nell’amato investiamo qualcosa del nostro ideale e, proprio per questo, l’innamoramento può diventare insieme esperienza di esaltazione e di sofferenza. Matteo e Greta continuano a incontrarsi e a perdersi negli anni, quasi custodendo l’uno nell’altra la possibilità di una vita che non è stata vissuta. Il loro amore sembra così alimentarsi anche della distanza, dell’attesa e dell’incompiutezza. Non soltanto di ciò che l’altro è realmente, ma di ciò che continua a rappresentare nel proprio immaginario. In questo senso, “Succederà questa notte” sembra interrogarsi su una questione vicina a Kristeva: quando amiamo qualcuno, amiamo una possibilità di noi stessi.
Nella storia di Matteo e Greta, il loro capirsi, e il desiderio comune, procedono a passo di danza. Insieme con le vite e le fragilità tutte umane degli accadimenti e dei comprimari che ruotano loro intorno. Una donna che non sostiene la maternità e abbandona, un figlio che perdona, un padre che si aggrappa alla vita, Viagra compreso, nel momento in cui sta per perderla, i matrimoni che passano, e così via.
Succedono tante cose in questo film, dove i sentimenti che Moretti volgeva al politico, al sociale, ora rivolge all’amore. E succede che, ciò che resta di più, sono le diramazioni che differiscono dalla normalità e dal già detto. Succede che un regista torna a Venezia dopo tanti anni.
Succederà Questa Notte, subito. Per non affidare più al domani, quello che oggi aspetta, e merita di essere vissuto.
Bibliografia
Kristeva, J. (2012). Storie d’amore (M. Spinella, Trad.). Donzelli. (Opera originale pubblicata nel 1983).