Donne / Madri / Cattivi Pensieri – Marzo 2012

Questo è il modesto inizio di un progetto ambizioso: tentare una ricognizione, a partire dalla maternità, delle immagini che le donne del nostro tempo hanno di se stesse.

Abbiamo passato in rassegna la recente letteratura psicoanalitica. Abbiamo visto e commentato una serie di film. Abbiamo intervistato donne impegnate nel lavoro, nella cultura e nella crescita dei figli. Abbiamo rivolto domande relative al senso di sé, alla sessualità, al valore attribuito alla maternità, al rapporto con la generazione femminile precedente e con quella che ora si sta affacciando. Domande sul rapporto con il maschile: il maschio, il compagno, il padre. Domande su come le vicende private si intrecciano con il desiderio di autonomia: quali le difficoltà, i punti critici, le soluzioni trovate.

Dai fatti di cronaca emerge un’immagine poco rassicurante della donna. La vicenda di Cogne ha turbato le coscienze di tutti e il sonno delle madri.  Nella figura della  “madre cattiva” si declina il difficile rapporto fra il lato femminile e quello materno. “Madri cattivissime”, il titolo scelto per la traduzione italiana dell’ultimo libro di Elisabeth Badinter, allude a una società che stigmatizza i tentativi delle madri di ritagliarsi zone di libertà da un compito materno che si è fatto schiacciante. Donne che lavorano esattamente come gli uomini  hanno sempre meno tempo da passare con i figli ma sono preoccupate di fornire loro tutte le cure necessarie a scongiurare il rischio di future patologie mentali.

L’impressione generale che abbiamo ricavato dalle interviste è quella di un grande lavoro che le donne compiono su se stesse: capacità di riflessione, senso dell’umorismo, resistenza e forza per raggiungere gli obiettivi trovando un qualche equilibrio e una personale armonia.
Un modesto inizio: per poter guardare indietro e procedere avanti, cominciando a mettere in ordine.

Coordinamento: Jones De Luca, Stefania Nicasi, Silvia Vessella e Maria Grazia Vassallo Torrigiani.