Karl Jaspers – Novembre 2013

A cura di  Stefania Nicasi
Rinfrescare Jaspers

1913 – 2013 cento anni di psicopatologia

Ricorre quest’anno il centenario della pubblicazione della Psicopatologia Generale di Karl Jaspers. Spiweb apre un dossier con i contributi di Arnaldo Ballerini, Alessia Fusilli, Federico Leoni, Mario Maj, Mario Rossi Monti, Fausto Petrella. Partendo dalla domanda “Che fine ha fatto Jaspers?”, il dossier introduce e rievoca la figura di questo grande studioso dell’umana sofferenza con una serie di contributi concentrici: dalla “biografia tascabile” di Alessia Fusilli fino alla “difesa dell’incomprensibilità” di Federico Leoni per concludersi nel serrato dialogo di Fausto Petrella e Mario Rossi Monti che divergono proprio sulla incomprensibilità dell’esperienza psicotica, incomprensibilità non tanto dei contenuti dell’esperienza quanto della forma nella quale l’esperienza si dà. Cento anni di psicopatologia e cento anni di soggettività, come ricorda Arnaldo Ballerini: mentre Freud poneva il soggetto al centro della psicoanalisi, Jaspers lo poneva al centro della psicopatologia arrestandosi programmaticamente alla coscienza. Quale rapporto fra le due discipline? Cosa può imparare uno psicoanalista di oggi dalla lettura di Jaspers? E, più in generale, cosa può imparare un giovane clinico? Come ricorda Mario Maj, la Psicopatologia Generale è un libro difficile, che può risultare ostico, ma che ha il grande pregio di ancorarsi alla filosofia e di porre il mistero dell’uomo a fondamento della disciplina: mistero irriducibile al di là della misurazione, della spiegazione, della interpretazione, della comprensione necessarie ma non sufficienti a penetrarlo (Stefania Nicasi).