Report Eventi SPI

Cinemente

Si è conclusa in questi giorni la seconda edizione di “Cinemente” (rassegna di Psicoanalisi /Cinema al Palazzo delle Esposizioni di Roma) con gli interventi di diversi colleghi della SPI che, nei 10 giorni dell’evento, hanno commentato le proiezioni con i diversi registi di primo piano del nostro cinema (da Bellocchio a Garrone a Faenza, Luchetti … Continue Reading »

Convegno Nazionale sul lavoro analitico con i bambini e gli adolescenti, BOLOGNA, 15 e 16 febbraio 2013

“INTERVENTI E INTERPRETAZIONI NELLA PSICOANALISI DEI BAMBINI E DEGLI ADOLESCENTI “   La frase conclusiva dell’articolata e interessante presentazione di Giovanni Foresti mi sembra il modo migliore per introdurre questo convegno estremamente ricco di stimoli: “la psicoanalisi non è un cuscino sul quale inginocchiarsi”, affermazione che accompagnava l’immagine di un cuscino irto di chiodi, opera … Continue Reading »

Sandro Panizza

CASI GRAVI: LA REVERIE, UNA VIA D’USCITA DALL’IMPASSE NEL MONITORAGGIO DEL PAZIENTE E NELLA SUPERVISIONE INTERNA  Affascinato dall’idea che la reverie materna trasformi beta in alfa, ed aiuti il baby alla costruzione della propria capacità di  sognare, immaginare e più tardi pensare, in questo paper vorrei affrontare il rapporto tra reverie e alcune situazioni border.Credo … Continue Reading »

Discussione al lavoro di De Masi – Gabriella Giustino

La prima ipotesi del  lavoro di  De Masi è che i  pazienti borderline sono pazienti “senza inconscio”. La distinzione tra inconscio freudiano dinamico-rimotivo e inconscio emotivo bionianamente inteso come funzione inconsapevole  della mente che permette la comprensione delle emozioni,  chiarisce meglio quest’ assunto. L’ “inconscio emotivo” potrebbe anche definirsi come “conosciuto non pensato” (Bollas 1987) … Continue Reading »

Franco De Masi. BORDERLINE: un paziente senza inconscio?

  BORDERLINE: un paziente senza inconscio? Com’è noto il termine borderline è stato in un primo tempo utilizzato per definire una sindrome psicopatologica a metà tra la nevrosi e la psicosi,  caratterizzata da un insieme di sintomi appartenenti a entrambe le categorie nosografiche ma che implicava un potenziale sviluppo psicotico nascosto dietro una facciata nevrotica. … Continue Reading »

Discussione al lavoro di Boccara P., Monari M., Riefolo G. – Claudio Cassardo

Milano 24 – 11 – 2012      Claudio Cassardo  Note al lavoro di Riefolo, Boccara, Monari  Proporrò alcune brevi osservazioni che questo lavoro mi ha suggerito, e una nota sulla discussione che è seguita alla lettura in aula.  Intanto vorrei notare come l’uso insolito dell’ idea di dissociazione, proposto da Bromberg e ripreso dagli … Continue Reading »

Boccara P., Monari M., Riefolo G.

2° Seminario di Ricerca sulle Patologie Borderline Milano, 24 novembre 2012 Configurazioni border del Sé e vicissitudini del Processo Dissociativo  Boccara P., Monari M., Riefolo G.  “vola come una farfalla, pungi come un’ape”. (Muhammed Alì) Introduzione  Partiamo dalla considerazione che, per quanto, dalla fine degli anni ’60, i primi studi sulla diagnosi e sulle possibilità … Continue Reading »

Discussione al lavoro di Marco La Scala – Nicolino Rossi

Discussione Nicolino Rossi alla relazione di  M. La Scala – L’offerta del limite nei pazienti borderline  Il seminario tenuto dal dott. La Scala aveva per titolo L’offerta del limite nel trattamento dei pazienti borderline; il relatore ha sviluppato il tema proposto, finalizzato ad una rilettura del disturbo borderline come una patologia del confine più che … Continue Reading »

Marco La Scala

L’offerta del limite nel trattamento dei pazienti borderline Marco La Scala  In questo lavoro penso alla cura dei pazienti borderline come ad un’area che riguarda sia lo psicoanalista alle prese col paziente nel suo studio, e dunque al suo bagaglio clinico teorico, ma anche all’analista come parte di un progetto di cura più ampio infatti … Continue Reading »

Discussione al lavoro di Sandro Panizza – Fulvio Mazzacane

Commento al lavoro di Sandro Panizza: “La rêverie, un’uscita dall’impasse nel monitoraggio del paziente e nella supervisione interna”. 24 novembre 2012 Considero la rêverie come una passeggiata che la mente dell’analista fa, stimolato dal discorso del paziente o dalla qualità particolare dello stare con lui in seduta. Della rêverie vorrei sottolineare la sua lateralità, rispetto … Continue Reading »