Cure per il creato – Dicembre 2015

(a cura di Silvia Vessella)

“Cure per il Creato”, nasce come approfondimento del Dossier “Per una nuova ecologia” pubblicato nel dicembre 2014 da Spiweb, il Sito della Società Psicoanalitica Italiana. Tema complesso che, pur nascendo in seno alla redazione di Spiweb, trova profonda consonanza nel personale, moderno “Cantico delle Creature“ di Papa Francesco espresso nella seconda enciclica “Laudato sii, sulla cura della casa comune”, (giugno 2015) nel quale si offre al mondo un progetto fondamentalmente ecologico. Un vigoroso invito alla tutela del Creato in tutte le sue forme, la protezione dell’Essere umano, la difesa della Natura, la tutela dell’ambiente, degli ultimi, degli anziani, dei giovani. Una denuncia delle attuali disuguaglianze, della società dell’emarginazione, della politica dello sfruttamento, della cultura dello scarto.
Lo psicoanalista ha da sempre un’ottica  fondamentalmente ecologica, poiché si occupa del dialogo con parti estranee, neglette o estruse, che talvolta tiranneggiano, nel tentativo di  includere vissuti dolorosi, a volte idiosincratici nella continuità dell’esperienza. Il suo, come avverte Bion, è un vertice complesso, di religiosità laica in collegamento con uno scientifico e uno estetico. Già H. Searles  negli anni ‘60  però raccomandava un ulteriore ampliamento dell’ottica, che in quel periodo era prevalentemente orientata sugli aspetti intrapsichici, inter e intra personali, lasciando sullo sfondo l’ambiente non umano, le “Cose”, come luogo di proiezione. Searles spostava il baricentro della sua ricerca, dando il rilievo clinico al “non umano” nella schizofrenia e indicandone l’importanza nella “normalità” sin dal momento della nascita.
Cita in proposito i miti della creazione “..Una versione sostiene che gli dei crearono il genere umano dalle pietre…Deucalione e Pirra, scesi dal Parnaso, chiedono agli dei di liberarli dalla solitudine. Gli dei intimano loro di gettare dietro di sé le ossa della madre. Deucalione così spiega il messaggio “la terra è la madre di ogni cosa …le sue ossa sono le pietre” E così nacque il genere umano…(pag.38) da( H. Searles  “L’ambiente non umano nello sviluppo normale e nella schizofrenia”).Temi comuni quindi, vertici osservativi diversi, legati  dall’osservazione e da un vissuto di uno stato di crisi globale. E’ la difficile ricerca di nuovi equilibri, mentre tutto è in movimento, che implichino un diverso modo di considerare il creato, di ricercarne la bellezza, una più ampia visione della cura, in definitiva un allargamento dello sguardo e un diverso equilibrio fra le cose. Di tutto ciò s’interessano i lavori proposti.

Giuseppe Giunti illustra con grande sapienza  il messaggio papale
Luca Zuppi esamina quanto e come sia  presente nella stanza dello psicoanalista la “necessità del sacro”.
Domenico Chianese analizza come cambiano i rapporti con la natura, con la “Cosa”, con il “non umano”.
Cosimo Schinaia disegna una geografia emotiva della città, di colui che da essa è abitato e della sua necessità di bellezza.
Mario Rossi Monti e Chiara Tarantino presentano un nuovo e complesso protocollo di cura, il Dialogo Aperto.
Alessandro Antonucci  e Rossella Candela evidenzianocome cambia, ampliandosi, la clinica nei Servizi di Salute Mentale .
Cono Barnà illustra dall’interno della propria esperienza e riflessionela ricerca di nuovi equilibri per un futuro possibile.

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