Pienezza

PER UNA NUOVA ECOLOGIA   

Il secondo vertice, dopo Leggerezza, è “Pienezza”. Il termine si riferisce a una  sensazione di sé che ha come legame remoto la beatitudine del neonato ben nutrito, in seguito può divenire un sentire di esserci nella propria pelle e nella società con i propri personali vissuti. I cambiamenti attuali nei fatti mettono a dura prova gli equilibri sia sociali sia psichici, inducendo una sensazione di pericolo imminente e catastrofico e la ricerca di soluzioni immediate che attengono sempre più alla categoria dell’avere – accumulazione e puro consumo – che a quella dell’essere.

In tale contesto coloro che non avevano voce divengono i portatori di richieste e bisogni profondi negletti. Trovano così spazio le nuove figure della sessualità, della coppia, della genitorialità, prima marginalizzate. Esse mettono implicitamente in discussione aspetti finora fondanti (conservazione della specie, istinti sessuali), alla ricerca di un più ampio ascolto e nuovi equilibri.

Gli analisti, sempre attenti alle variabili individuali e ai legami tra i vari aspetti del Sé, sono consapevoli che, quando saltano tutti gli equilibri, il movimento nello spazio psichico, oltre che sociale, diviene caotico.  E’ necessario allora allargare il campo d’indagine, immergendosi in territori più primitivi della mente e con meno coordinate temporali, allo scopo di dare ascolto a tutte le voci, disegnando ponti, includendo “ scarti”, alla ricerca di una ridefinizione dello spazio psichico e di un nuovo equilibrio nel sentire, nelle esperienze e nel vissuto.

 

 PIENEZZA

Le nuove sessualità e le nuove coppie lottano per il riconoscimento sociale (Roberto Goisis), vengono messi in discussione versanti idealizzati, come maternità e paternità (Rossella Vaccaro). Si evidenzia anche un profondo desiderio di generatività, come accade spesso per chi ricorre alle pratiche della procreazione assistita (Gabriella Giustino – Rossella Vaccaro). Nella società però si avverte anche un eccitamento drogato, tanto grandioso quanto vuoto, aspetto rischioso della pienezza quando non coltiva desideri e fantasie. E’ questo un segnale preoccupante del versante bulimico di una società, votata a un’accumulazione vuota di senso per sentirsi piena e placata ad ogni costo. In tali casi non ha ancora trovato spazio l’esigenza profonda di un’esperienza che sancisca l’esistenza al mondo della pensabilità e dell’appartenenza sociale.

Pietro Roberto Goisis: Maternità, paternità, omoparentalità. Genitori imperfetti?

Rossella Vaccaro: Tanta gioia nessun piacere

Gabriella Giustino – Rossella Vaccaro: Un percorso ad ostacoli. Donna e procreazione assistita.