SPI e SpiWeb: una risposta alla crisi

 Romolo Petrini

foto di G. Pradelli - Eolie - 5 continents edition 2005Fino a pochi anni fa gli psicoanalisti, tutti immersi com’erano nel mondo della interiorità, mantenevano un atteggiamento di naturale riserbo se non addirittura di distacco nei riguardi dell’esposizione nei media e più in generale  nelle molteplici sedi del dibattito culturale. Questo, sicuramente, non accadeva per tutti gli psicoanalisti e in modo completo: ma era un modo preponderante. C’erano significative  eccezioni: alcuni psicoanalisti, per lo più figure di grande spicco culturale, di quando in quando si affacciavano sui media per interviste o commenti, magari in occasione dei periodici  Congressi scientifici che la SPI promuove. Erano in tal caso interventi tesi a fare sommariamente il punto riguardo al tema che veniva affrontato e sviluppato in quel Congresso.

In circostanze simili, o a volte in occasione di dibattiti in istituzioni accademiche, poteva capitare che lo psicoanalista uscisse dal suo naturale riserbo per sbilanciarsi a dire la propria, rivolgendosi per lo più a un pubblico di cultura medio – alta. Il motivo di questa ritrosia è presto detto: lo psicoanalista tende a frequentare l’intimità, sente congeniale pensare ed elaborare in maniera complessa, ha una speciale avversione nei confronti di pensieri semplificanti. In questi ultimi anni, anni di crisi, si sta facendo strada tuttavia – la propensione al ritiro umbratile è, sia pure  minimamente, ancora presente – una volontà di segno diverso. Affiancare, ai preziosi luoghi di elaborazione teorica che gli psicoanalisti e l’Istituzione che li rappresenta coltivano, un’ apertura all’esterno scoprendo il gusto di interagire creativamente con le realtà circostanti. Adesso, lo psicoanalista riesce a farlo sentendo di non perdere  qualità e prerogative che lo identificano e alle quali è storicamente affezionato.

Nato come una risposta alla crisi, crisi della psicoanalisi e crisi della società occidentale e italiana in particolare, SPIweb va costituendosi come uno dei luoghi di maggiore  interesse proprio perché  permette, all’interno della rete, lo scambio vivace e continuo di conoscenze. SpiWeb è la finestra dalla quale gli psicoanalisti italiani si affacciano sul periglioso e inquieto mondo che li circonda ma è anche la porta che la SPI apre ai visitatori che vogliano conoscere il punto di vista eccentrico della disciplina fondata sulla scoperta dell’inconscio. E non solo il punto di vista. Anche le numerose iniziative concrete che nel mondo e in Italia si attivano nelle Società psicoanalitiche in risposta ai tempi di crisi: per esempio i centri clinici dove gratuitamente oppure a costo minimo si offrono consultazioni e invii a trattamenti con tariffe ridotte. Si potrebbe dire che SpiWeb stia a rappresentare, se non proprio l’avvio, di sicuro una fase nuova nella quale va dispiegandosi  questa mutazione. E’ una mutazione favorevole. E come tale sembra destinata a mantenersi e a svilupparsi, essendo patrimonio acquisito e validamente riconosciuto.

Nel 1909 Sigmund Freud sbarcava in America a “portare la peste” ma anche, pensiamo, a contaminare la psicoanalisi con gli apporti di una cultura in rapida crescita, in un paese che ai suoi occhi lungimiranti rappresentava il progresso. Freud portava “la peste” nel futuro e si lasciava contagiare. La psicoanalisi da sempre venera il passato e coltiva il riserbo ma coltiva insieme, attraverso l’ascolto e il contatto con i pazienti, la capacità di pescare il nuovo e di lasciarsi trasformare. Con SpiWeb la psicoanalisi italiana è sbarcata in Internet e ha gettato la sua rete.

1 maggio 2013